Germania. Sotto tiro l’intelligence per il disastro afgano

di Giuseppe Gagliano

Il principale servizio di intelligence esterna della Germania, noto come BND, sta affrontando crescenti critiche per non aver presumibilmente anticipato la rapida ascesa dei talebani in Afghanistan. I critici di ogni fazione politica hanno descritto la situazione in Afghanistan come un “disastro imminente” per gli interessi tedeschi e hanno messo in dubbio l’efficacia e la competenza del BND.
Nulla di sorprendente in questa reazione: quando le guerre vengono perse, scatta da parte della “innocente” classe politica la ricerca del capro espiatorio, che quasi sempre sono i vertici dei servizi segreti.
In una dichiarazione al Bundestag lo scorso giugno il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha insistito sul fatto che era “inconcepibile” che i talebani “sarebbero, nel giro di poche settimane, in grado di prendere il potere” in Afghanistan. Nelle settimane successive altri membri del gabinetto del cancelliere Angela Merkel hanno fatto eco alla dichiarazione di Maas. Ora sembra che, poiché i diplomatici tedeschi e gli ufficiali dei servizi segreti sono stati costretti a lasciare frettolosamente il paese dell’Asia centrale, abbiano lasciato a se stesse numerose “persone impiegate negli interessi della Germania”, secondo quanto riferito dalla emittente nazionale tedesca, Deutsche Welle (DW).
Nel suo resoconto della performance del BND nella situazione afghana, il giornalista DW Marcel Fürstenau cita l’ex ufficiale dell’intelligence del BND Gerhard Conrad, il quale afferma che l’agenzia di spionaggio non aveva fonti sul campo. Altri, tra cui il ricercatore dell’Università di Londra Jan Koehler, dicono a Fürstenau che i servizi segreti tedeschi non sono riusciti a cogliere le più ampie dinamiche della società afghana, che sono permeate da “una mancanza di fiducia tra le forze di sicurezza afghane nel proprio governo”, e li hanno guidati ad arrendersi in massa ai talebani.
La possibilità di un’indagine parlamentare ufficiale sulle prestazioni del BND rappresenta uno scenario pissibile nelle prossime settimane, afferma Fürstenau. Aggiunge che diversi membri di alto livello del governo della cancelliera Merkel dovrebbero testimoniare a porte chiuse durante un’indagine. La “signora di ferro” della politica tedesca, presto in pensione, potrebbe anche dover testimoniare dopo aver lasciato l’incarico.