di Alberto Galvi –
Il parlamento giapponese ha eletto l’ultraconservatrice Sanae Takaichi come prima donna primo ministro del Paese. La vittoria segue un accordo di coalizione tra il suo LDP (Partito Liberal Democratico) e il partito di destra JIP (Japan Innovation Party). Takaichi, protetta dell’ex primo ministro Shinzo Abe, assassinato nel luglio 2022, ha ricevuto 237 voti nella Camera bassa del Parlamento, composta da 465 seggi, che le hanno confermato il ruolo. Tuttavia il suo governo è ancora a due seggi dalla maggioranza, il che suggerisce il rischio di instabilità.
Takaichi sostituisce Shigeru Ishiba, ponendo fine a un vuoto politico durato tre mesi e a una serie di litigi interni al LPD, partito che ha governato il Giappone per gran parte della storia postbellica. Il JIP non ricoprirà incarichi ministeriali. In precedenza il LPD aveva perso il suo partner storico, il Komeito, in quanto questo temeva che il LPD non fosse pronto a combattere la corruzione.
Poco dopo il voto della Camera bassa, l’elezione di Takaichi a primo ministro è stata approvata anche dalla Camera alta. Il leader del partito di maggioranza o della coalizione di maggioranza nella Camera dei rappresentanti diventa primo ministro.












