di Giuseppe Gagliano –
Il Giappone ha fatto decollare d’urgenza alcuni caccia dopo aver rilevato una possibile incursione nello spazio aereo nel Mar Cinese Orientale, in un nuovo episodio della crescente competizione militare con la Cina. Il ministero della Difesa non ha reso nota la nazionalità né il modello dei velivoli intercettati e non ha confermato l’effettiva violazione dello spazio aereo, ma l’episodio conferma l’elevato livello di tensione nella regione.
Nel 2025 le Forze di autodifesa giapponesi hanno effettuato 595 decolli d’emergenza contro aerei stranieri, di cui 366 nei confronti di velivoli cinesi e 214 russi. Oltre la metà degli interventi si è concentrata nell’area sud occidentale del Paese, comprendente Okinawa, Taiwan e l’arcipelago delle Senkaku, amministrato da Tokyo ma rivendicato da Pechino con il nome di Diaoyu.
Le missioni cinesi non richiedono necessariamente una violazione dello spazio aereo giapponese. È sufficiente avvicinarsi alla zona di identificazione della difesa aerea senza comunicare il piano di volo o senza rispondere alle richieste radio, costringendo Tokyo a far decollare i propri caccia. Attraverso queste operazioni Pechino raccoglie informazioni sui tempi di reazione, sulle basi coinvolte e sulle procedure operative delle forze giapponesi.
L’area di Okinawa resta il principale punto di attrito. Ospita la più importante presenza militare statunitense in Giappone ed è considerata strategica per un’eventuale crisi nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Orientale. La comparsa, nei mesi scorsi, della versione antisommergibile dell’aereo cinese Y-9 ha inoltre evidenziato il crescente interesse di Pechino per il monitoraggio delle attività navali e subacquee dell’alleanza tra Stati Uniti e Giappone.
La pressione costante esercitata dalla Cina produce anche effetti economici. I frequenti decolli d’emergenza aumentano i costi di manutenzione dei velivoli e spingono Tokyo ad accelerare gli investimenti nella difesa, con nuovi programmi per missili a lunga gittata, sorveglianza spaziale e capacità di contrattacco. Questa evoluzione incide sulle finanze pubbliche di un Paese già gravato dall’invecchiamento della popolazione e da un elevato debito.
Nonostante gli stretti rapporti commerciali tra Cina e Giappone, la competizione strategica continua ad accentuarsi. Il rischio principale non è rappresentato da un singolo episodio, ma dalla ripetizione di missioni e intercettazioni che aumentano la possibilità di errori di valutazione o incidenti, trasformando una dimostrazione di forza in una crisi dalle conseguenze imprevedibili.












