Grecia. Altro che referendum, Tsipras ha chiesto 7 miliardi. Juncker possibilista, ma ‘non siamo terroristi’

di Guido Keller –

A poche ore dal referendum anti-accordo, lo Tsipras dalla voce grossa ha già chiesto a bruxelles 7 miliardi di prestito entro le prossime 48 ore per risarcire quanto prima i debiti scaduti ed evitare il default.
Il premier greco l’ha chiamato “prestito ponte”, ma sempre di prestito si tratta, per cui la richiesta verrà girata all’eurosunmmit di questa sera, il quale si annuncia spaccato in due, cioè da una parte i paesi come la Francia e l’Italia che vorrebbero continuare le trattative, dall’altra quelli che non vorrebbero andare oltre.
Intanto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker è intervenuto al Parlamento europeo per far sapere che “Voglio evitare la Grexit, sono contrario, cercherò di evitarlo fino alla fine”: “C’è chi di nascosto punta sull’uscita della Grecia. In Europa non esistono risposte facili. La commissione Ue farà in modo che riprendano i negoziati”. Allusione tutta per la cancelliera Angela Merkel.
“Il ruolo della Commissione Ue rispetto alla Grecia – ha sottolineato per l’appunto Juncker – viene molto criticato in alcuni Stati specialmente dove si parla tedesco. O si vuole una Commissione politica o la vogliono di alti funzionari. Io sono un politico”. “È sorprendente che riguardo alla Grecia si possano esprimere tutti tranne il sottoscritto non mi lascio mettere la museruola, sono stato eletto. Lo stesso vale per il presidente del Parlamento Ue, che non è una tigre di carta e può esprimersi”, ha aggiunto.
“È tempo che torni il buon senso, ovvero di riprendere a negoziare, basta con la sparatoria a bruciapelo”, ha sottolineato il capo della Commissione, aggiungendo tuttavia che è “inaccettabile per la Commissione essere chiamati terroristi” dal governo greco. Semmai “Il governo greco ci deve dire come si vuole districare da questa situazione”, che di certo “non si risolve in una notte, servono proposte concrete”.
Per Juncker “l’errore grave è stato lasciare il tavolo delle trattative”, anche perché il popolo greco “ha votato ‘no’ su un testo che non è più sul tavolo”. “Rispettiamo l’esito del referendum – ha concluso – anche se non abbiamo capito il quesito”.
Anche il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha avvertito che “Una Grexit non è il nostro obiettivo, noi lavoriamo ad un altro schema per trovare una soluzione, ma se il pacchetto di riforme proposto da Atene non va bene, questa non può essere esclusa”.