Grecia. Il governo guarda ai reattori nucleari galleggianti per energia e acqua nelle isole

di Giuseppe De Santis –

La crisi energetica innescata dalle tensioni nel Golfo Persico e dalle ripercussioni sul traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz sta spingendo la Grecia a riconsiderare alcune scelte strategiche in materia di approvvigionamento energetico. Secondo le ipotesi allo studio delle autorità elleniche, una delle opzioni per il futuro potrebbe essere l’impiego di piccoli reattori nucleari galleggianti destinati ad alimentare le numerose isole del Paese.
Atene è stata tradizionalmente tra i Paesi europei più prudenti nei confronti dell’energia nucleare. Tuttavia, la necessità di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e di ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili sta alimentando un dibattito sempre più ampio sul possibile ruolo del nucleare nel mix energetico greco.
La particolare conformazione geografica della Grecia rappresenta però una sfida significativa. La presenza di centinaia di isole rende infatti complessa, e in molti casi impraticabile, la costruzione di grandi centrali nucleari tradizionali. Per questo motivo il governo starebbe valutando la possibilità di utilizzare piccoli reattori modulari installati su piattaforme galleggianti, collocate in prossimità delle isole più isolate.
La tecnologia non rappresenta una novità assoluta. La Russia utilizza già da diversi anni centrali nucleari galleggianti per fornire energia a territori remoti. Per la Grecia, tuttavia, si tratterebbe di una soluzione innovativa, soprattutto se adottata su larga scala per soddisfare le esigenze energetiche dell’arcipelago.
Oltre alla produzione di elettricità, questi impianti potrebbero svolgere un ruolo importante nella lotta alla scarsità d’acqua. L’energia generata dai reattori potrebbe infatti alimentare impianti di desalinizzazione, consentendo di produrre acqua potabile e contribuendo ad affrontare i problemi di siccità che interessano diverse isole del Paese.
Al momento il progetto resta nella fase delle valutazioni preliminari. Prima di qualsiasi sviluppo operativo sarà necessario definire un quadro normativo completo e affrontare le questioni legate alla sicurezza, alla gestione del combustibile e all’accettazione pubblica della tecnologia. Per questo motivo un eventuale impiego dei reattori galleggianti non sarebbe realistico prima del 2035.
Il semplice fatto che questa opzione sia oggi oggetto di discussione rappresenta però un segnale significativo. Anche in Grecia, dove per decenni il nucleare è stato guardato con diffidenza, cresce l’interesse verso una tecnologia che molti considerano sempre più una risposta alle sfide della sicurezza energetica e della transizione ecologica.