’Guerra della droga’ in Messico: trovati 50 cadaveri

di Mabrouk Bouchoucha –

La diffusione della droga è in rapido aumento nel mondo nonostante i governi stiano facendo grandi sforzi per fermarla.
La produzione ed il traffico delle sostanze stupefacenti si concentrano nell’area dell’America Latina ed in particolare in Messico, dove il trasporto della droga viene gestito nonostante la lotta portata avanti dagli apparati governativi.
La ‘Guerra della droga’  si protrae nel paese centroamericano ormai dal 1964 e vede schierati da una parte l’Esercito messicano, la Marina messicana, l’Aeronautica messicana, la Polizia federale messicana e la Polizia municipale messicana, dall’altra i vari cartelli:
– Cartello di Sinaloa
– Cartello del Golfo
– Cartello di Juárez
– Cartello di Tijuana
– Los Zetas
– La Familia Michoacana
– Cartello di Beltrán-Leyva
– Los Negros.
Si calcola che dallo scoppio della guerra i morti siano 50.000, gli scomparsi 10.000 e che i guadagni per i vari cartelli vadano dai 13,6 miliardi ai 48,4 miliardi di dollari l’anno.
Molto spesso ad essere uccisi sono cittadini innocenti, colpevoli solo di aver visto ciò che non dovevano vedere o di essere stati testimoni di una delle numerose sparatorie fra i cartelli o contro le Forze dell’ordine.
Domenica scorsa sono stati rinvenuti sui bordi di una strada i cadaveri di una cinquantina di persone, i quali riportavano evidenti segni di torture. A quanto ha riferito un portavoce della polizia, la decapitazione e l’amputazione delle mani sta rendendo difficile il riconoscimento dell’identità delle vittime, ma il fatto ha scosso notevolmente l’opinione pubblica messicana per l’insolita efferatezza con cui si è manifestata l’uccisione.