Haiti. Diverse città devastate dalla guerra tra bande e dall’instabilità interna

di Vincenzo Tartaglia –

Mentre le varie bande criminali consolidano con la forza il loro controllo territoriale nel tormentato Paese caraibico, la popolazione civile continua a essere la principale vittima di una crisi umanitaria senza fine, che provoca sfollamenti di massa e sconvolge la vita quotidiana nella capitale, Port-au-Prince, e in altre città della nazione.
Un esempio di questo sconvolgimento, nonché fonte di forte disagio per la popolazione civile, è il recente comunicato della Sunrise Airways, la principale compagnia aerea haitiana. La società ha infatti informato passeggeri, partner e opinione pubblica che, a causa del deterioramento della situazione di sicurezza intorno all’aeroporto internazionale Toussaint Louverture, è stata costretta a sospendere tutti i voli da e per Port-au-Prince nella giornata del 20 aprile.
Negli ultimi giorni si sono verificati non solo i consueti scontri tra forze governative e gang, ma anche violentissimi combattimenti tra diverse bande armate del Paese. In particolare, i gruppi denominati “Chen Mechan”, “400 Mawozo” e “Pierre 6” si sono affrontati a nord della capitale, in un’area nota come Plaine du Cul-de-Sac. A riportare la notizia è il quotidiano TeleSur.
Questi scontri hanno costretto la popolazione ad abbandonare le proprie case e a fuggire in massa con qualsiasi mezzo disponibile. Le aziende e le attività industriali presenti nella zona sono state invece obbligate a chiudere. Secondo alcuni analisti, la presenza di queste realtà produttive, che rappresentano importanti fonti di reddito, potrebbe essere uno dei motivi alla base della contesa tra i gruppi armati per il controllo di questo territorio economicamente strategico.
Oltre alla capitale, violenti scontri si sono verificati anche nel sud della nazione, in particolare nelle città di Jacmel, Seguin e Marigot, causando almeno otto morti e migliaia di sfollati.
Ad aggravare ulteriormente il già drammatico quadro del Paese caraibico contribuisce anche l’aumento del prezzo del carburante, che ha fatto impennare i costi di acqua, cibo e trasporti, sia pubblici sia privati, come riportato dall’Haitian Times.
A causa della forte instabilità, migliaia di haitiani sono emigrati all’estero, in particolare negli Stati Uniti d’America.
Proprio dagli Stati Uniti arriva però una notizia in parte inaspettata, alla luce delle severe politiche di immigrazione e rimpatrio introdotte negli ultimi mesi dall’amministrazione Trump. Le associazioni caraibiche e quelle a tutela dei diritti degli immigrati hanno infatti accolto con favore la recente approvazione bipartisan, da parte della Camera dei Rappresentanti, di una legge che estende lo Status di Protezione Temporanea (TPS) per gli haitiani.
Il provvedimento, promosso dalla deputata democratica Ayanna Pressley, è stato approvato con 224 voti favorevoli e 204 contrari e tutelerebbe oltre 300.000 cittadini haitiani attualmente residenti negli Stati Uniti nell’ambito del programma TPS.