di Vincenzo Tartaglia –
Il tormentato Paese caraibico sembra aver trovato uno spiraglio di speranza, nonostante una situazione socio-politica ancora altamente instabile. Come riportato dal Caribbean Times, The Haitian Times e da altri quotidiani haitiani e latinoamericani, il Consiglio elettorale provvisorio (CEP) di Haiti ha pubblicato ufficialmente il calendario delle operazioni elettorali per il biennio 2026-2027. Il calendario prevede lo svolgimento del primo turno delle elezioni presidenziali, delle elezioni legislative e del referendum per la ratifica delle proposte di modifica della Costituzione il 13 dicembre 2026. Il secondo turno delle elezioni presidenziali e legislative, insieme alle elezioni degli enti locali, è invece previsto per il 21 febbraio 2027. Per favorire un clima più disteso e democratico, il Consiglio elettorale provvisorio ha inoltre annunciato la proroga fino al 31 luglio del termine per la registrazione dei partiti politici in vista delle prossime consultazioni. La decisione del massimo organo elettorale risponde alle richieste formali di oltre venti organizzazioni sociali e politiche haitiane, che avevano denunciato gravi difficoltà tecniche e logistiche nel completare le procedure entro i termini inizialmente previsti. Le elezioni di dicembre 2026, salvo imprevisti, saranno le prime dal 2016, quando gli haitiani elessero Jovenel Moïse alla presidenza della Repubblica. Moïse fu assassinato il 7 luglio 2021 nella sua residenza privata di Pétion-Ville, nei pressi della capitale Port-au-Prince, da un commando composto da cittadini haitiano-statunitensi e colombiani. Secondo diverse ricostruzioni, il delitto potrebbe essere stato collegato anche alla sua volontà di contrastare con maggiore decisione il narcotraffico. La Comunità dei Caraibi (CARICOM) e l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) hanno accolto con favore la decisione del CEP di definire il calendario elettorale. Per un Paese che da anni non riesce a trovare stabilità, l’indizione delle elezioni rappresenta un risultato significativo. Restano tuttavia numerosi ostacoli che potrebbero comprometterne il regolare svolgimento. Il principale è rappresentato dalla sicurezza: in vaste aree del Paese e della stessa capitale lo Stato continua infatti a non esercitare un controllo effettivo a causa della presenza di numerose bande armate. Secondo l’ONU, dall’inizio del 2026 oltre 2.300 persone sono state uccise ad Haiti, mentre le organizzazioni criminali controllano più dell’85% di Port-au-Prince. I continui attacchi dimostrano le difficoltà delle autorità nel ristabilire l’ordine e nel garantire il rispetto del calendario elettorale. All’inizio di luglio oltre sessanta persone sono morte a Kenscoff durante violenti scontri tra le forze governative e le bande armate. Il 24 luglio uomini armati hanno inoltre rapito Ecclésiaste Télémaque, capo di gabinetto del ministro dell’Istruzione nazionale, a un mese dal sequestro di James Boyard, capo di gabinetto del ministro della Difesa, tuttora nelle mani dei rapitori. Sebbene il calendario elettorale rappresenti la prima concreta tabella di marcia per il ritorno al voto dopo anni di crisi, analisti e osservatori sottolineano che il rispetto delle scadenze dipenderà soprattutto dal miglioramento della sicurezza e dalla disponibilità dei finanziamenti necessari nei prossimi mesi.












