Ieri, 7 agosto, le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) sono state costrette ancora una volta a sospendere le attività mediche presso l’ospedale per la maternità Isaïe Jeanty di Chancerelles, nel quartiere di Cité Soleil a Port-au-Prince, Haiti, in seguito a nuovi scontri tra diversi gruppi armati nella zona.

Si tratta della seconda sospensione in meno di 2 mesi. Le attività mediche erano appena riprese dopo un’interruzione di 3 settimane. Quest’ultima sospensione priva migliaia di donne dell’accesso all’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva in un comune in cui l’accesso alle cure è già quasi inesistente.

In meno di 24 ore, gli ospedali di MSF a Cité Soleil e Tabarre hanno preso in carico 27 pazienti con ferite da arma da fuoco, costringendo le équipe ad attivare il piano per afflusso di massa di pazienti. Le équipe stanno lavorando instancabilmente per curare i feriti mentre i combattimenti continuano.

MSF chiede a tutte le parti di rispettare le strutture sanitarie e di garantire alla popolazione un accesso sicuro alle cure.

Dichiarazione di Diana Manilla Arroyo, capomissione di MSF a Haiti (QUI AUDIO in inglese):

“Il 6 agosto 2026, intorno alle 14:00, sono scoppiati scontri tra gruppi armati nei pressi dell’ospedale per la maternità Issaïe-Jantier a Chancerelle, Cité-Soleil. Le nostre équipe di Medici Senza Frontiere e quelle del ministero della salute sono rimaste al riparo all’interno della struttura, distribuite in diversi reparti dell’ospedale. La situazione ha notevolmente ridotto la nostra operatività medica sul campo.

Le donne che necessitavano di cure urgenti hanno ricevuto l’assistenza possibile da un’équipe medica molto ridotta rimasta sul posto, poiché la maggior parte del personale ha deciso di allontanarsi per motivi di sicurezza. Questa équipe ha lavorato sotto il fuoco delle armi, che è continuato per tutta la notte. Il 7 agosto, l’équipe ha dovuto essere evacuata.

Si tratta della seconda sospensione delle nostre attività in meno di 2 mesi. Avevamo appena ripreso dopo un’interruzione di 3 settimane. Questa nuova sospensione priva migliaia di donne dell’accesso alle cure di salute sessuale e riproduttiva in una zona della capitale di Haiti dove l’accesso alle cure è già quasi inesistente”.