Huawei. Xu, ‘azienda florida nonostante Trump’

di Giuseppe Gagliano –

Nel contesto dell’attuale guerra economica tra Cina e Stati Uniti va sottolineato il ruolo e l’importanza che Huawei ha svolto e svolge anche in relazione allo sviluppo delle infrastrutture 5G. Nonostante la postura offensiva attuata da Trump nei confronti dell’azienda cinese, a Parigi il 5 novembre il presidente dell’Istituto per la ricerca strategica di Huawei, e cioè William Xu ha da un lato evidenziato come la azienda sia stata in grado di reagire in modo efficace e costruttivo alla guerra economica americana, e dall’altro ha sottolineato come la sinergia in ambito tecnologico con l’Europa stia dando ottimi risultati.
L’ostruzionismo di Trump si è concretizzato con la promulgazione del Defense Authorization Act, che vieta alle agenzie governative statunitensi o al personale e alle strutture che desiderano lavorare con il governo di utilizzare i dispositivi Huawei, ZTE o di altre imprese cinesi.
Nel 2018 l’azienda cinese ha non solo contribuito con circa 12 miliardi di euro alla crescita economica europea ma ha anche creato circa 170.000 posti di lavoro, aprendo ben 23 laboratori di ricerca in 12 paesi europei e ponendo in essere collaborazione di partnership con un centinaio di università europee.
Fra i maggiori centri di innovazione nell’ambito dell’infrastruttura tecnologica vi sono Monaco e Zurigo, i quali costituiscono certamente delle eccellenze. Per quanto riguarda i profitti complessivi (con buona pace di Trump) nei primi mesi del 2019 Huawei ha raggiunto un volume di affari di 85 miliardi di dollari di vendite.
Infine Xu ha lanciato un guanto di sfida agli USA: se gli Stati Uniti vorranno continuare a importare in Cina i microchip sia della Intel sia di Android troveranno un mercato pronto ad accoglierli. Se al contrario tutto ciò non avverrà la Cina sarà pronta a procedere in maniera autonoma.