di Enrico Oliari –
C’è il sospetto di un vulnus nella sicurezza dietro alle dimissioni del generale David Petraeus, l’ormai ex direttore della Central Intelligence Agency (Cia) licenziatosi ieri in seguito alla relazione extraconiugale con la sua biografa Paula Broadwell, autrice de “All In: The Education of General David Petraeus”.
Stando a quanto riportato oggi dalla stampa statunitense, l’Fbi stava compiendo un’indagine sulla donna in quanto sospettata di aver tentato di accedere all’email del generale per cercare materiale riservato. Per quanto la cosa sia venuta alla luce dopo la riconferma di Obama alla casa Bianca, in realtà l’intelligence dell’Fbi lavorava al caso ormai da diverso tempo e per questo motivo è apparsa poco credibile la linea dello stesso generale, il quale ha parlato di dimissioni dovute al fatto di aver tradito la moglie: “Dopo 37 anni di matrimonio – ha raccontato alla stampa – ho dimostrato una enorme mancanza di buon senso avendo una relazione extraconiugale. (…) Un simile comportamento è inaccettabile, sia come marito che come leader di un’organizzazione come la nostra”.
Il sospetto è che Petraeus sarebbe potuto essere sensibile al ricatto, per cui quella che oggi appare solo come un pettegolezzo da cronaca rosa, potrebbe rivelarsi presto in un vero e proprio caso di spionaggio.
Petraeus ha diretto le Forze armate statunitensi in Iraq dal 2007 al 2008 e da lì è stato nominato comandante dell’U.S. Central Command, l’organismo che prevede la responsabilità strategica di tutto il teatro medio-orientale, compresa la conduzione delle operazioni militari in Iraq ed Afghanistan.
Barak Obama, che ha fatto sapere di aver riflettuto per 24 ore prima di accettare le dimissioni del generale, ha dichiarato che “ha servito gli Stati Uniti in modo straordinario per decenni. Come direttore della Cia, ha continuato a servire con il suo caratteristico rigore intellettuale, con dedizione e patriottismo”.












