Il Quad guarda in alto: la governance dello spazio esterno

di Giuseppe Gagliano

Il primo vertice di persona dei leader del gruppo di paesi Quad, composto da Australia, India, Giappone e Stati Uniti, si è riunito a Washington la scorsa settimana. La governance dello spazio esterno ha ricevuto un’attenzione significativa, con la dichiarazione congiunta in cui si afferma che il gruppo esplorerà modi per collaborare e condividere dati per una serie di scopi pacifici, tra cui il monitoraggio dei cambiamenti climatici, la risposta e la preparazione ai disastri naturali e gli usi sostenibili degli oceani e risorse marine. Il gruppo ha inoltre convenuto che lavorerà allo sviluppo di norme, linee guida, regole e principi che garantiscano l’uso sostenibile dello spazio esterno.
Il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden hanno posto l’accento sulle tecnologie emergenti e critiche tra cui spazio, cyber, intelligenza artificiale, 5G e 6G nel loro incontro bilaterale. Significativamente, hanno concordato di finalizzare entro la fine dell’anno un “Memorandum d’intesa sulla consapevolezza della situazione spaziale”, che faciliterà la condivisione dei dati e la condivisione dei servizi al fine di garantire la sostenibilità a lungo termine dello spazio.
La crescita spaziale in ambito militare da parte della Cina è tuttavia la ragione principale di questa attenzione. Garantire uno spazio esterno sicuro, protetto è diventato fondamentale di fronte alla crescente competizione spaziale tra numerosi attori spaziali. Da un lato sta innescando nuove dinamiche competitive, soprattutto nel contesto dei dibattiti sulla governance globale; tuttavia dall’altro la dinamica competitiva nello spazio spinge verso nuove partnership collaborative con un focus su una serie di aspetti tecnologici e normativi.
Queste nuove dinamiche competitive sono evidenti nello sviluppo di capacità controspaziali, comprese le armi cinetiche anti-satellite (ASAT) e le capacità di guerra elettronica e cibernetica da parte di numerosi paesi. La Cina in particolare ha fatto passi da gigante nello spazio, compresa la ricerca di tecnologie controspaziali. Mentre i rischi del programma spaziale militare cinese possono essere diretti principalmente agli Stati Uniti, paesi come India e Giappone non possono permettersi di ignorare le conseguenze per la loro sicurezza nazionale.
Anche l’istituzione di forze militari ad hoc spaziali specializzate è uno sviluppo preoccupante. La creazione da parte della Cina della Forza di supporto strategico dell’Esercito di liberazione del popolo (PLASSF), che combina cyber, spazio e guerra elettronica, è un’innovazione istituzionale molto più letale rispetto alla US Space Force o all’India’s Defense Space Agency.
Paesi come l’India e il Giappone hanno una posta in gioco importante nel garantire un accesso ininterrotto allo spazio, date le sfide sociali, economiche e di sicurezza coinvolte. Ciò richiederebbe la revisione delle norme internazionali esistenti che disciplinano lo spazio extraatmosferico e la stesura di nuove regole della strada. Un secondo requisito per un accesso stabile e sicuro allo spazio esterno è lo sviluppo di adeguate contromisure tecnologiche che agirebbero da deterrente di fronte alle crescenti capacità di controspazio.