“In un’estate segnata da violenze, furti e rapine, emerge un dato tanto chiaro quanto preoccupante: il tema della sicurezza è scomparso non solo dall’agenda di governo, ma anche dal dibattito politico generale. Né esecutivo né opposizioni hanno speso una parola per affrontare la questione della sicurezza delle piccole e medie imprese. Negli ultimi dodici mesi si è registrato un forte aumento dei furti, dei danneggiamenti e delle rapine ai danni delle attività economiche. Circa un terzo delle PMI ha subito almeno un episodio di questo genere, con danni economici e psicologici enormi per imprenditori e lavoratori. A ciò si aggiunge il crescente senso di insicurezza che si respira nelle città e nei territori, dove la percezione è quella di uno Stato sempre meno presente.
Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, presentando a Roma il Report sulla sicurezza delle PMI.
“È altrettanto allarmante che nei programmi elettorali delle Regioni che si apprestano ad andare al voto, a cominciare dalla Calabria, una delle aree più esposte al rischio di infiltrazioni mafiose, non vi sia traccia di un impegno concreto sul tema. Le imprese non possono essere lasciate sole davanti a queste minacce, né possono essere trattate come un problema secondario rispetto ad altri capitoli della politica. Lo Stato deve tornare a far sentire con forza la propria presenza. La sicurezza delle PMI deve diventare una priorità assoluta, perché senza imprese sicure non ci sono sviluppo, lavoro e futuro per i nostri territori”.








