India. Esercitazione militare con Usa e Giappone per contenere l’espansionismo cinese

di Giuseppe Gagliano –

Allo scopo di salvaguardare la libertà di navigazione e di commercio all’interno dell’Indo-Pacifico e nel contempo anche allo scopo di contenere la proiezione di potenza cinese, l’India e gli Stati Uniti partecipano ormai dal 1992 all’esercitazione denominata Malabar, alla quale si è unito anche il Giappone a partire dal 2007.
La Cina per nulla intimorita dalle operazioni militari congiunte, intende attuare una proiezione di potenza sia nel Mar Cinese meridionale che nell’Oceano Indiano, cioè vuole attuare una logica di espansione di natura economica e anche di natura militare (leggi infrastrutturali militari) nel contesto dell’Indo-Pacifico. A tale proposito la Cina considera quella vasta area geografica che da Gwadar (in Pakistan), Hambantota (in Sri Lanka), Chittagong (in Bangladesh) e arriva fino a Sittwe (nella Birmania) come una propria zona di influenza.
Proprio allo scopo di consolidare la sua proiezione di potenza marittima e di portare in essere la Via della Seta marittima, la Cina ha ampliato la sua presenza navale nel porto di Hambantota nello Sri Lanka, dove ha ottenuto una concessione per 99 anni relativamente proprio all’uso del porto in cambio dell’annullamento dei consistenti debiti mai saldati. Una strategia analoga la Cina l’ha attuata anche in relazione al porto della capitale dello Sri Lanka e cioè Colombo City, che è stato oggetto di un prestito da circa 1 miliardo di dollari. Se a questa ingente cifra aggiungiamo il debito che lo Sri Lanka nel suo complesso, deve ancora saldare alla Cina un debito che ammonta a circa 8 miliardi di dollari, per cui è facile rendersi conto di come l’uso del debito da parte della Cina costituisca oramai una strategia di vera e propria penetrazione economica che le consente di realizzare in tempi rapidi la nuova Via della Seta marittima.
A sua volta le scelte compiute dal premier indiano Narendra Modi sono volte a contenere la diffusione dell’influenza cinese nella vasta regione che si estende dall’Oceano Indiano al Pacifico. Di qui la necessità di costruire coalizioni con gli Stati Uniti, il Giappone e probabilmente anche con l’Australia allo scopo di realizzare una sorta di “Intesa asiatica”.