di Guido Keller –
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano ha dichiarato di aver lanciato un attacco missilistico contro la nave anfibia statunitense USS Tripoli, una delle principali unità impiegate dagli Stati Uniti nella regione. Secondo fonti iraniane l’unità navale, in grado di trasportare fino a circa 2.500 marines, sarebbe stata presa di mira durante una più ampia operazione contro obiettivi statunitensi e israeliani.
Dopo l’attacco la Tripoli avrebbe modificato la propria rotta, ritirandosi verso sud e allontanandosi dalle coste iraniane. La manovra, sempre secondo quanto riportato da media internazionali e fonti legate a Teheran, sarebbe stata un’iniziativa per dimostrare agli Usa le difficoltà di un’eventuale invasione per mare.
Non sono al momento disponibili conferme indipendenti da parte del Pentagono sull’entità dei danni o su eventuali vittime a bordo.
La USS Tripoli è una nave d’assalto anfibio di ultima generazione, progettata per operazioni militari complesse, tra cui sbarchi, supporto aereo e trasporto truppe. Può imbarcare migliaia di marines, elicotteri e velivoli a decollo verticale, rappresentando una componente strategica delle forze statunitensi dispiegate in Medio Oriente.
Parallelamente l’IRGC ha rivendicato anche attacchi contro altre navi considerate legate a interessi israeliani, segnalando un ampliamento del confronto sul piano marittimo.












