di Shorsh Surme –
Due funzionari statunitensi hanno riferito che la portaerei USS Abraham Lincoln e diversi cacciatorpediniere lanciamissili sono entrati nella regione del Medio Oriente. La mossa arriva in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran e di rinnovate minacce americane di un possibile attacco.
Il dispiegamento militare comprende la portaerei USS Abraham Lincoln, accompagnata da diversi cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, equipaggiati con missili da crociera Tomahawk. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato che la portaerei e il suo gruppo d’attacco sono attualmente schierati nell’area mediorientale. Oltre alla flotta navale, il Pentagono sta trasferendo nella regione anche caccia e sistemi di difesa aerea. Secondo le forze armate statunitensi, l’operazione mira a rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali e includerà esercitazioni militari volte a dimostrare la capacità di proiezione della potenza aerea americana.
Il tutto avviene in un clima di forte tensione. Giovedì scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington ha una flotta diretta verso l’Iran, esprimendo al contempo la speranza che non sia necessario ricorrere all’uso della forza. Trump ha inoltre indicato due “linee rosse” per un eventuale intervento, che secondo alcuni osservatori potrebbero fungere da pretesto per un’aggressione: la continua uccisione di manifestanti pacifici in Iran e l’eventuale esecuzione, da parte di Teheran, delle persone arrestate durante le proteste.
L’esercito statunitense aveva già ammassato forze significative lo scorso anno, in vista degli attacchi del giugno 2025 contro il programma nucleare iraniano. In risposta, un alto funzionario iraniano ha dichiarato la scorsa settimana che Teheran considererebbe qualsiasi attacco come una guerra totale contro la Repubblica Islamica. Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha avvertito che qualunque aggressione riceverebbe una risposta “più dolorosa e decisa” rispetto al passato.
A Teheran, in Piazza della Rivoluzione, è apparso un grande striscione propagandistico raffigurante una portaerei danneggiata con lo slogan: «Chi semina vento raccoglie tempesta», un chiaro avvertimento rivolto alla flotta statunitense. Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato lunedì che non permetteranno l’uso del loro spazio aereo, del territorio o delle acque territoriali per operazioni militari ostili contro l’Iran.
Secondo alcune fonti, diversi gruppi armati nella regione potrebbero iniziare ad agire in risposta all’escalation contro Teheran. Gli Houthi in Yemen hanno diffuso un video che mostra una nave in fiamme accompagnata dalla scritta «Presto», suggerendo una possibile ripresa degli attacchi contro obiettivi statunitensi o israeliani nel Mar Rosso. Anche Kataib Hezbollah in Iraq ha avvertito che qualsiasi guerra contro l’Iran non sarebbe una “passeggiata” e si trasformerebbe rapidamente in un conflitto su vasta scala in tutta la regione.












