Iran. Il governo equipaggia la Marina con droni e missili

di Alberto Galvi

La Marina iraniana dell’IRGC (Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche) è stata equipaggiata con lanciamissili da crociera, abbinati a sistemi radar, e centinaia di missili da crociera e balistici con gittata da 300 a 1.000 chilometri. Il comandante della Marina, Alireza Tangsiri, ha dichiarato che i nuovi missili hanno una precisione migliore, oltre a una gittata più lunga. Teheran e Washington hanno avuto frequenti dispute nelle vicinanze del Golfo da quando sono state inasprite le sanzioni, in particolare le esportazioni di petrolio.
Il nuovo equipaggiamento è stato consegnato alle forze navali dell’IRGC durante una cerimonia alla quale hanno partecipato il capo delle Guardie rivoluzionarie, il maggiore generale Hossein Salami e il comandante della Marina dell’IRGC, il contrammiraglio Alireza Tangsiri. Tra le nuove armi ci sono vari tipi di droni da ricognizione, combattimento, offesa e spia, diversi tipi di veicoli logistici e di comando e sistemi di guerra elettronica come attrezzature per la difesa aerea.
Gli Stati Uniti mettono a disposizione guardie armate sulle navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz e transitano nel Golfo in seguito al sequestro e al danneggiamento di navi da parte dell’Iran. L’esercito americano afferma che l’Iran negli ultimi due anni ha sequestrato o tentato di impadronirsi di quasi 20 navi internazionali che attraversano il Golfo. L’esercito americano ha dichiarato di aver impedito di recente i tentativi della Marina iraniana di sequestrare due petroliere commerciali nel Golfo di Oman.
Inoltre gli Stati Uniti hanno inviato ulteriori caccia F-35 e F-16, insieme a un cacciatorpediniere, circa 3mila militari e altre navi da guerra nella regione in risposta alle molestie dell’Iran e per monitorare i corsi d’acqua. La mossa rappresenta anche un impegno straordinario da parte delle forze statunitensi, mentre il Pentagono cerca di concentrarsi su Russia e Cina. Circa un quinto del greggio mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz, situato tra l’Iran e l’Oman.
Teheran afferma che le navi sequestrate hanno commesso violazioni della navigazione. Alcune sono stati rilasciati solo dopo che paesi stranieri hanno liberato le navi iraniane trattenute. Dal 2019 l’Iran ha sequestrato una serie di navi nello Stretto di Hormuz per fare pressione sull’occidente per riprendere i negoziati falliti sul nucleare iraniano.