Iran. Israele annuncia l’uccisione di Larijani e Soleimani

di Guido Keller –

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Ali Larijani, figura di primo piano del sistema politico e militare iraniano, è stato ucciso nel corso delle operazioni militari condotte contro l’Iran. In un messaggio video diffuso nelle ultime ore, il leader israeliano ha affermato che l’operazione ha colpito anche il comandante della Forza Basij, la milizia paramilitare legata alle Guardie della Rivoluzione.
“Abbiamo eliminato Ali Larijani, leader dei Guardiani della Rivoluzione, e insieme a lui il capo della Basij, responsabile di diffondere paura e repressione tra la popolazione iraniana”, ha dichiarato Netanyahu. Secondo il premier israeliano, queste operazioni fanno parte di una strategia più ampia volta a indebolire il sistema di potere di Teheran e a favorire un possibile cambiamento politico interno.
Netanyahu ha inoltre sottolineato che Israele sta collaborando con gli alleati statunitensi presenti nel Golfo Persico e che la pressione militare sul regime iraniano mira a offrire alla popolazione la possibilità di “riprendere in mano il proprio destino”. Il premier ha tuttavia riconosciuto che un eventuale cambiamento non avverrà rapidamente: “Non sarà un processo immediato né semplice, ma con determinazione potrà aprire la strada a una trasformazione”.
Intanto le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato la morte di Gholamreza Soleimani, comandante della milizia Basij, ucciso in un attacco aereo condotto nella capitale iraniana, Teheran. La Basij è considerata uno dei principali strumenti di controllo interno della Repubblica Islamica ed è spesso coinvolta nella repressione delle proteste.
Ali Larijani, negli ultimi mesi, era diventato una figura centrale nella gestione della crisi iraniana sotto i bombardamenti. Pur appartenendo all’apparato di potere, era ritenuto da diversi osservatori un possibile punto di equilibrio tra l’ala militare più dura e le componenti politiche relativamente più moderate del sistema.
Secondo un’analisi del New York Times, la sua eliminazione potrebbe invece rafforzare ulteriormente il peso delle forze armate nel governo del Paese. Larijani godeva infatti della piena fiducia dell’ayatollah Ali Khamenei, rimasto ucciso nelle fasi iniziali della campagna militare israelo-americana.
Negli ultimi mesi il ruolo di Larijani si era ampliato considerevolmente. Tra i suoi incarichi figuravano la supervisione della repressione delle proteste antigovernative scoppiate a gennaio, la gestione dei rapporti con gli alleati regionali e la preparazione dell’Iran a un possibile confronto diretto con gli Stati Uniti.
Per molti analisti, la sua scomparsa potrebbe avere conseguenze significative sugli equilibri interni del Paese.