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L’Italia e altri 31 Paesi hanno condannato la prosecuzione delle esecuzioni di manifestanti in Iran e l’impiego della pena capitale nei confronti di persone coinvolte nelle proteste contro le autorità della Repubblica Islamica. La presa di posizione è contenuta in una dichiarazione congiunta sottoscritta anche dall’Alto rappresentante dell’Unione Europea.

Nella dichiarazione diffusa dalla Farnesina si legge: “Canada, Albania, Australia, Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e l’Alto rappresentante dell’Unione Europea condannano con la massima fermezza la prosecuzione delle esecuzioni dei manifestanti e il ricorso alla pena di morte da parte della Repubblica Islamica dell’Iran. L’uso della pena capitale per mettere a tacere il dissenso, intimidire le comunità e punire chi esercita i propri diritti umani non può mai essere giustificato. Il popolo iraniano deve essere libero di esercitare i propri diritti di libertà di espressione e di riunione pacifica senza paura”.

I firmatari chiedono quindi direttamente a Teheran di modificare la propria condotta: “Esortiamo l’Iran a interrompere immediatamente il ricorso alla pena di morte e a rilasciare tutti coloro che sono detenuti in maniera arbitraria”.

La dichiarazione si conclude con un ulteriore appello alle autorità iraniane: “Esortiamo inoltre l’Iran ad ascoltare la voce del proprio popolo, che chiede un cambiamento, e ad adottare passi concreti volti a garantire il rispetto dei diritti umani”.

La presa di posizione internazionale aumenta la pressione diplomatica su Teheran sul tema della pena capitale e della repressione delle proteste, da tempo al centro delle critiche dei governi occidentali e delle organizzazioni internazionali per i diritti umani.