Iran. Khamenei invoca l’accordo sul nucleare, ma ‘non rinunceremo alla nostra tecnologia’ per usi civili

di Shorsh Surme

La Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ignorando la grave situazione delle pase sia dal punto di vista economico sia del punto di vista socio-politico e di continua repressione nei confronti della popolazione, oggi ha dichiarato che Teheran non ha problemi a firmare un accordo nucleare con l’occidente, ma ha sottolineato che non dovrebbe avere un impatto sulle infrastrutture dell’industria nucleare civile del Paese.
I colloqui indiretti tra Teheran e Washington per rilanciare l’accordo nucleare del 2015, formalmente noto come Piano d’azione congiunto globale (JCPOA), sono stati sospesi dall’inizio delle manifestazioni nazionali di settembre in Iran e per la violenta repressione dei manifestanti da parte delle forze di sicurezza.
Domenica Khamenei ha visitato una mostra a Teheran che illustra i risultati ottenuti dall’Iran nel settore nucleare e ha incontrato scienziati e funzionari iraniani nel campo della tecnologia atomica. La Guida suprema iraniana ha lodato i progressi compiuti nell’industria nucleare, sottolineando al contempo la necessità di mantenere intatta l’infrastruttura del settore se si dovesse raggiungere un accordo con l’occidente.
“Non c’è nulla di sbagliato nell’accordo, ma l’infrastruttura dell’industria nucleare non dovrebbe essere toccata”, ha dichiarato Khamenei, citato dai media di Stato iraniani.
Khamenei ha negato che il Paese abbia interesse a sviluppare armi nucleari, affermando che tali posizioni sono utilizzate dai “nemici” di Teheran per ostacolare il suo progresso scientifico.
“Se non si trattasse di una base islamica e avessimo la volontà di produrre armi nucleari, lo avremmo fatto e anche i nemici sanno che non possono fermarci”, ha aggiunto.
Il JCPOA è stato firmato tra Gran Bretagna, Francia, Cina, Germania (Ue), Russia, Iran e Stati Uniti nel 2015, offrendo a Teheran un alleggerimento delle sanzioni in cambio di limitazioni al suo programma nucleare per garantire che non arricchisca abbastanza uranio per sviluppare un’arma nucleare.
L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha abbandonato l’accordo nucleare nel 2018, ritenendolo troppo indulgente nei confronti dell’Iran.
Dall’aprile 2021 si sono svolti colloqui sporadici, con la mediazione dell’Unione Europea, tra l’Iran e gli Stati Uniti per ripristinare il JCPOA, prima di giungere a una situazione di stallo nel settembre dello scorso anno.
In Iran è attiva dal 2011 la centrale nucleare di Busherhr, costruita con sistema di contenimento occidentale e reattori forniti dalla Russia.