Iran. Messi in sicurezza i confini dall’azione degli oppositori curdi

di Shorsh Surme

In occasione di una visita nella provincia dell’Azerbaigian orientale, il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane ha affermato che ai confini occidentali con la Regione del Kurdistan Iracheno è stata ripristinata la “completa sicurezza”, a quasi due mesi dall’ultimatum dato a Baghdad di rendere sicuri i confini.
Gli attacchi transfrontalieri iraniani contro i gruppi di opposizione curdi basati nella Regione del Kurdistan sono stati sospesi, dopo che l’Iraq ha accettato il termine del 22 settembre per disarmare i gruppi e mettere in sicurezza le regioni di confine.
“Le indagini dimostrano che i confini della provincia dell’Azerbaigian orientale con i Paesi vicini sono completamente sicuri”, ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale maggiore Mohammed Bagheri.
Teheran accusa da tempo il governo regionale del Kurdistan (KRG) di ospitare gruppi di opposizione che considera “terroristi”, poiché combattano il regime degli ayatollah e utilizzano le zone di confine come trampolino di lancio per attacchi contro la Repubblica Islamica. Le forze armate iraniane hanno condotto numerosi attacchi contro le presunte posizioni di questi gruppi, utilizzando anche missili balistici e droni.
I gruppi di opposizione, cioè il Partito democratico del Kurdistan Iraniano Komala, il Partito della vita libera del Kurdistan (PJAK) e il Partito della libertà del Kurdistan (PAK) sono stati accusati di aver alimentato il movimento di protesta nazionale dello scorso settembre, scaturito con la morte della donna curda Zhina (Mahsa) Amini in custodia della polizia. I gruppi che lottano per ottenere maggiori diritti per l’emarginata popolazione curda iraniana hanno da sempre combattuto una guerra continua con la Repubblica Islamica.
Domenica il consigliere iracheno per la sicurezza nazionale Qasim al-Araji ha incontrato l’ambasciatore iraniano in Iraq Mohammad Kazem al-e Sadeq a Baghdad per discutere “delle misure di sicurezza adottate dai due Paesi per quanto riguarda il controllo delle frontiere e lo scambio di informazioni”, hanno dichiarato i media statali iracheni.
Recenti scontri si sono verificati nella provincia iraniana del Kurdistan, vicino al confine con la Regione del Kurdistan Iracheno, tra il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche e il PJAK. Sono state registrate vittime e migliaia di ettari di foresta di querce sono stati distrutti durante gli scontri.
Ormai da mesi l’Iran ha preso di mira le basi dei gruppi dissidenti curdi con una raffica di missili balistici e droni suicidi, spingendo il governo iracheno ad aumentare il numero di truppe al confine nel tentativo di arginare ulteriori violazioni della propria sovranità.
Due mesi prima l’IRGC ha sparato circa 73 missili balistici e lanciato decine di droni suicidi verso le basi dei partiti di opposizione. Almeno 16 persone sono state uccise e 58 ferite nel bombardamento.
Nel marzo scorso il ministero dell’intelligence iraniano ha rinnovato le minacce contro Baghdad ed Erbil, e ha avvertito che gli attacchi militari contro la regione continueranno a meno che le zone di confine non vengano messe in sicurezza e i gruppi di opposizione curdi non vengano sciolti.