Iran. Risposta a Trump: attacchi in Bahrein, Giordania e Kuwait

Red –

Le forze iraniane continuano a rispondere agli attacchi statunitensi e alle minacce di Donald Trump di distruggere le infrastrutture civili. Nella notte sono state colpite da missili e droni diverse basi statunitensi in Bahrain, Giordania e Kuwait dove, secondo alcune fonti, sarebbe stato distrutto un sistema missilistico Patriot. Secondo la parte iraniana, gli Usa hanno centrato un ospedale oncologico pediatrico, ma il fatto non è al momento suffragato da fonti neutrali.
I Pasdaran hanno anche comunicato la determinazione a colpire le infrastrutture civili in tutta la regione nel momento in cui gli Usa dovessero distruggere ponti, ferrovie e altri impianti civili in Iran. Un portavoce del comando militare congiunto iraniano ha sottolineato che “lo Stretto di Hormuz rappresenta una linea rossa”, e che quindi “non sarà concesso agli Usa di interferire”.
Il Wall Street Journalha riportato proprie fonti secondo cui il presidente Usa, confrontatosi con i suoi consiglieri militari, starebbe valutando di colpire le infrastrutture energetiche e di inviare militari sull’isola di Kharg e su altre isole dello Stretto di Hormuz, di fatti invadendo l’Iran. I media statunitensi hanno riferito che i raid hanno colpito un sito fortificato iraniano utilizzato per attività nucleari segrete, ma anche qui le fonti non sono super partes.