di Giusy Mercadante / Dire * –
Notte di raid in Iran, nella notte “le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) hanno portato a termine con successo un’intensa ondata di attacchi contro l’Iran, in risposta ai tentativi di attacco missilistico di ieri contro le forze statunitensi”. Lo fa sapere il contingente a stelle strisce in una nota.
Esplosioni sono state udite nel sud dell’Iran, tra cui Bandar Abbas, Kish e l’isola di Qeshm, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. Aggiungono anche che tre persone sono state uccise negli sull’isola di Qeshm. “Un attacco americano contro un’abitazione nel quartiere di Chah Tangu, a Qeshm, ha ucciso tre membri della stessa famiglia: il padre, la madre e il figlio di 2 anni“, scrive l’agenzia Fars. Altri due bambini sono stati trasferiti in ospedale.
“Le unità del Centcom hanno colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) in Iran, tra cui centri di comando militare, strutture per missili e droni, postazioni di sorveglianza e difesa costiera e assetti navali”, si legge nel messaggio degli americani. “Gli attacchi- spiega il Centcom- avevano lo scopo di ridurre ulteriormente le minacce poste dall’Iran e dai suoi gruppi affiliati alle forze americane, al traffico marittimo commerciale e ai paesi vicini del Golfo”.
Questi raid arrivano dopo l’avvertimento lanciato da Trump dallo Studio Ovale nella giornata di mercoledì: “Li colpiremo duramente perché è il nostro turno di farlo. Sanno cosa succederà”. Una risposta a quanto accaduto il giorno prima: “Il 28 luglio- prosegue il messaggio del Centcom- le forze dell’IRGC avevano lanciato diversi missili balistici dall’Iran nel tentativo di sferrare un attacco a sorpresa contro le forze statunitensi dislocate in Medio Oriente. Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo”.
Trump ha, poi, commentato le notizie di un possibole trasferimento di armi dalla Cina all’Iran: “Sarebbe sorprendente. Cose del genere succedono, ma mi sorprenderebbe perché lui (Xi Jinping, ndr) mi ha detto molto nettamente che non parteciperà“.
Questa mattina è, poi, arrivata la replica iraniana. La Giordania ha fatto sapere di aver intercettato cinque missili secondo quanto riferito dai media statali. Un drone avrebbe, inoltre, colpito una petroliera di proprietà statunitense nel porto egiziano di Damietta, sul Mediterraneo, secondo quanto riferito dalla società britannica di sicurezza marittima Ambrey. Secondo quanto scrive Cnn, un comunicato del ministero del Petrolio egiziano ha confermato un incendio nel porto, ma non ha fatto menzione di un attacco con droni.
L’intensificazione dei raid arriva anche in seguito agli attacchi sferrati dall’Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane in Iraq. Mercoledì sera, infatti, Washington e Riyadh hanno lanciato attacchi contro “siti logistici e di armamento” in diverse regioni del Paese. Secondo le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), il gruppo che riunisce le milizie irachene filo-iraniane prese di mira dagli attacchi, almeno 20 persone sono state uccise e altre 32 sono rimaste ferite. Lo scrive Cnn. L’emittente statunitense riporta, inoltre, che il neoeletto presidente iracheno Nizar Amidi ha definito gli attacchi “inaccettabili e una flagrante violazione della sovranità irachena”.
* Fonte: agenzia Dire.













