Iran. Teheran avverte: Golfo Persico a rischio blocco totale se colpite le isole

di Guido Keller

Il Consiglio di difesa nazionale iraniano ha lanciato un duro avvertimento: in caso di attacchi contro le proprie isole, Teheran sarebbe pronta a interrompere le principali rotte marittime nel Golfo Persico. La minaccia arriva mentre crescono le tensioni nella regione e dopo indiscrezioni, provenienti da più fonti, su un possibile piano degli Stati Uniti per colpire l’isola strategica di Kharg, snodo cruciale per l’export energetico iraniano.
Secondo il Consiglio, un’eventuale offensiva porterebbe a una paralisi prolungata dell’intero Golfo Persico, che verrebbe a trovarsi in una condizione simile a quella dello Stretto di Hormuz. In tale scenario, oltre al blocco del passaggio nello stretto, verrebbe compromessa l’intera area, con responsabilità attribuite, secondo Teheran, a chi minaccia azioni militari.
Dal 28 febbraio, proprio lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20 per cento del commercio energetico globale, risulta parzialmente chiuso. Si tratta di una mossa che l’Iran utilizza come leva strategica per indebolire il sostegno internazionale alle operazioni militari portate avanti da Stati Uniti e Israele.
Parallelamente, il governo iraniano ha introdotto un sistema di autorizzazioni per il traffico navale. Le imbarcazioni non riconducibili a Stati Uniti o Israele possono attraversare l’area previa registrazione. Diversi Paesi, tra cui Cina, India e Pakistan, hanno già aderito al meccanismo. Teheran ribadisce che il transito resta possibile solo attraverso un coordinamento diretto con le autorità iraniane.
Sul fronte diplomatico emergono tentativi di riapertura del dialogo. Secondo l’agenzia Axios, emissari vicini a Donald Trump, tra cui Jared Kushner e Steve Witkoff, starebbero lavorando alla creazione di un gruppo incaricato di avviare negoziati con Teheran su mandato dell’ex presidente.
Al momento non si registrano contatti diretti tra Washington e l’Iran, ma diversi attori internazionali, tra cui Egitto, Qatar e Regno Unito, avrebbero facilitato uno scambio indiretto di comunicazioni tra le parti. Fonti citate da Axios riferiscono che Teheran si sarebbe detta disponibile a negoziare, pur ponendo condizioni stringenti. Tra queste figurano la cessazione definitiva degli attacchi e il riconoscimento di risarcimenti per i danni subiti.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, avrebbero avanzato una serie di richieste. Tra queste la sospensione del programma missilistico per un periodo di cinque anni e l’interruzione completa dell’arricchimento dell’uranio.
Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, le condizioni poste da Teheran includono anche garanzie contro future aggressioni, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, compensazioni economiche e la fine delle operazioni contro i gruppi alleati dell’Iran, a partire da Hezbollah in Libano. Tra le richieste figurano inoltre azioni giudiziarie contro giornalisti ritenuti vicini a media ostili al governo iraniano.