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Il veto di Russia e Cina blocca al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una risoluzione sulla sicurezza nello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico mondiale. Nonostante il sostegno della maggioranza dei membri, il provvedimento non è stato adottato a causa dell’opposizione dei due membri permanenti.
La bozza, presentata dal Bahrein con il supporto di altri Paesi del Golfo Persico, mirava a promuovere sforzi difensivi e coordinati per garantire la sicurezza dell’area, da tempo al centro di tensioni geopolitiche. Secondo il servizio informativo delle Nazioni Unite, undici Stati hanno votato a favore, mentre Pakistan e Colombia si sono astenuti.
A motivare il voto contrario è stato l’ambasciatore russo all’Onu, Vassilij Nebenzia, che ha definito il testo “pieno di elementi sbilanciati, imprecisi e conflittuali”. Mosca, ha aggiunto il diplomatico, lavorerà insieme a Pechino a una nuova proposta alternativa, “coincisa, equa e bilanciata”.
Lo stop alla risoluzione evidenzia le persistenti divisioni tra le grandi potenze sulle strategie di sicurezza internazionale, in particolare in un’area sensibile come lo stretto di Hormuz, fondamentale per gli equilibri energetici globali.












