di Shorsh Surme –
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è arrivato sabato a Baghdad per partecipare a una cerimonia ufficiale organizzata dal governo iracheno in occasione della conclusione della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite per l’Iraq (UNAMI) e della sua uscita dal Paese.
Il Rappresentante speciale del segretario generale per l’Iraq e capo dell’UNAMI, Mohammed al-Hasan, ha dichiarato che il lavoro della missione è stato portato a termine con successo e che il ritiro è avvenuto su esplicita richiesta del governo iracheno.
Al-Hasan ha spiegato che l’UNAMI era stata istituita in Iraq su richiesta delle autorità nazionali e che, allo stesso modo, la conclusione delle sue attività avviene su loro richiesta. Ha sottolineato che le Nazioni Unite rispettano la volontà dei Paesi ospitanti e che nessuna missione può operare senza il consenso e la cooperazione dello Stato interessato.
Secondo il capo dell’UNAMI, l’Iraq ha ospitato la missione per oltre due decenni e, nonostante le difficoltà incontrate, le autorità irachene ritengono che il mandato abbia raggiunto i suoi obiettivi. Ciò rende ora necessario assumere pienamente la gestione degli affari interni, come avviene negli altri Paesi del mondo.
Al-Hasan ha inoltre precisato che, dopo la conclusione della missione, restano aperti soltanto tre dossier: quelli relativi alle persone scomparse dal Kuwait e da altri Paesi a seguito della guerra e dell’invasione del Kuwait, il fascicolo delle proprietà kuwaitiane e quello degli Archivi nazionali del Kuwait.
Ha infine respinto l’idea che la fine dell’UNAMI comporti la cessazione della presenza delle Nazioni Unite in Iraq, chiarendo che l’ONU continuerà a operare nel Paese attraverso le sue agenzie specializzate e tramite la cooperazione tra l’Iraq, in qualità di membro del Consiglio dei diritti umani, e l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani.
Alla fine di maggio 2024 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva deciso, su richiesta di Baghdad, il ritiro graduale dell’UNAMI, presente nel Paese da oltre vent’anni, entro la fine del 2025. La missione era stata istituita nel 2003, in seguito all’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti. Il suo mandato, rafforzato nel 2007 e rinnovato annualmente, prevedeva il sostegno al governo iracheno nel dialogo politico inclusivo, nella riconciliazione nazionale, nell’organizzazione delle elezioni e nella riforma del settore della sicurezza.












