Iraq. L’intelligence piazza tecnologie di sorveglianza lungo il confine siriano

di Giuseppe Gagliano –

Una delle figure chiave dell’attuale governo iracheno è Abdul Amir al-Shammari, direttore del servizio di intelligence del ministero della Difesa e assistente di Mustafa al-Kadhimi, che è l’attuale primo ministro e la cui nomina è stata appoggiata dagli Stati Uniti.
Oggi la prima preoccupazione del direttore dell’intelligence è di controllare la sicurezza del confine iracheno-siriano, che si estende per circa 600 km. L’operazione ha lo scopo sia di controllare i traffici illegali e dei gruppi armati, sia di consentire alla Siria e all’Iraq di difendere il commercio trans frontaliero tra i due paesi. Data la delicatezza di questo confine il direttore ha fatto installare sia telecamere che diverse attrezzature di sorveglianza tecnologicamente sofisticate per monitorare in modo capillare eventuali movimenti sospetti lungo tutto il confine.
Il centro nevralgico è il checkpoint di Fishkhabour, protetto da un muro di cemento, dal filo spinato e dalle trincee.
In particolare nella zona rappresenta una minaccia la presenza di due milizie filo iraniane, Asa’ib Ahl al-Haq e Kataeb Hezbollah. A queste due organizzazioni bisogna poi aggiungere sia i militanti dello Stato Islamico che le forze di mobilitazione popolare, note anche come Hachd al-Chaabi.