di Giuseppe De Santis –
Nonostante gli immensi depositi di petrolio e gas, in Iraq da decenni ci sono prolungate interruzioni nella fornitura di elettricità. Questo paradosso si spiega col fatto che per molto tempo non si è investito non solo nella costruzione di centrali elettriche, ma anche nella capacità di distribuzione della rete.
Per capire le dimensioni del problema basti pensare che l’Iraq attualmente produce tra i 27mila e i 28mila megawatt di elettricità, a fronte di una domanda che va dai 50mila ai 55mila megawatt. A peggiorare la situazione c’è il fatto che quasi tutto il gas usato per generare elettricità proviene dall’Iran, un paese sotto sanzioni da parte dell’occidente.
Al fine di affrontare il problema il governo iracheno sta incentivando la costruzione di centrali solari con l’obiettivo di arrivare a un’ulteriore produzione di 12.500 megawatt e così coprire tra il 15 e il 20% della domanda.
E’ in fase di costruzione una centrale solare nella provincia di Karbala, a sud ovest di Bagdad, la quale produrrà 300 megawatt di elettricità.
Altre centrali solari in cantiere sono quella nella provincia di Babil, con una capacità di 225 megawatt, e quella vicino a Bassora, con una capacità di mille megawatt.












