Isis. Arrestato al-Jaburi, tesoriere dell’organizzazione terroristica

di Giuseppe Gagliano

Grazie ad un’operazione congiunta dei servizi segreti iracheni e turchi è stato arrestato uno dei più alti funzionari dello Stato Islamico, uno dei primi casi in cui l’esponente dell’organizzazione terroristica viene preso vivo. Il governo iracheno ha infatti annunciato la cattura di Sami Jasim Muhammad , che ha servito come vice del defunto leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi.
Al-Jaburi, noto anche con il nome di Abu Asya, era il tesoriere dello Stato Islamico durante il periodo di massimo splendore del gruppo, quando controllava un territorio pari alle dimensioni della Germania in Siria e Iraq. È sopravvissuto alla scomparsa del potere territoriale dello Stato Islamico, ma ha continuato a servire nel braccio finanziario dell’organizzazione sotto il suo attuale capo, Abu Ibrahim al-Hashemi al-Quraishi. Il governo iracheno ne ha annunciato la cattura con una breve dichiarazione, in cui si diceva che era stato sequestrato in una “operazione complessa al di fuori dei confini” dell’Iraq. Non sono stati resi disponibili ulteriori dettagli.
Martedì tuttavia, l’agenzia di stampa Reuters ha riferito che Jasim è stato arrestato sul suolo turco in un’operazione di intelligence congiunta turco-irachena. Citando “un’importante fonte di sicurezza regionale e due fonti di sicurezza irachene”, la Reuters ha riportato che al-Jaburi era stato sotto sorveglianza nella Siria nordoccidentale per diversi mesi dall’intelligence irachena e turca. Secondo quanto riferito, è stato arrestato dall’intelligence turca poco dopo essere entrato in Turchia, dove è stato attirato in un’operazione che includeva partecipanti dell’intelligence irachena e delle “forze di sicurezza locali”. La Reuters ha osservato che la frase “forze di sicurezza locali” molto probabilmente si riferisce alle milizie siriane sostenute dalla Turchia, che operano lungo il confine turco-siriano.
Il rapporto della Reuters sottolinea inoltre che l’arresto di al-Jaburi potrebbe illustrare un’intensificazione della cooperazione tra l’intelligence turca e irachena contro gli epigoni dello Stato Islamico che continuano ad operare nella Siria nordoccidentale, una regione che è in gran parte sotto il controllo della Turchia. Funzionari turchi, iracheni e americani che sono stati avvicinati dalla Reuters si sono rifiutati di commentare il rapporto.