Israele. Attentato a nord di Tel Aviv: un morto e sei feriti. Hamas rivendica la ‘resistenza’

Farnesina

Un attentato armato ha colpito questa mattina il centro di Israele causando la morte di una persona e il ferimento di altre sei. L’attacco è avvenuto a Kochav Ya’ir, nella regione di Sharon, a nord di Tel Aviv, dove due assalitori palestinesi hanno aperto il fuoco contro civili israeliani.
Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle autorità israeliane, le forze di sicurezza e l’esercito hanno rapidamente avviato una vasta operazione di ricerca riuscendo a fermare entrambi i responsabili. Uno dei due è stato arrestato immediatamente dopo la sparatoria, mentre il secondo è stato catturato dopo un tentativo di fuga.
Le autorità hanno identificato i due attentatori come cittadini palestinesi. Almeno uno di loro risiedeva a Tayibe, città araba israeliana situata non lontano dal luogo dell’attacco. Immagini diffuse sui social network mostrerebbero l’utilizzo di un’arma artigianale conosciuta come “Carlo”, un mitra di fabbricazione clandestina ispirato al Carl Gustav e frequentemente impiegato in attentati e attività criminali nei territori palestinesi.
La vittima dell’attacco sarebbe un colono israeliano. Nel frattempo, sui social media sono circolati video che mostrano l’irruzione delle forze israeliane nell’abitazione del presunto attentatore a Tayibe, nell’ambito delle operazioni di sicurezza successive all’attacco.
L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione tra Israele e i gruppi armati palestinesi. In una nota ufficiale, Hamas ha elogiato gli autori dell’attentato, definendo l’azione una risposta alla guerra nella Striscia di Gaza e alle operazioni militari israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme.
Secondo il movimento islamista palestinese, le sparatorie rappresentano una reazione alla “continua aggressione contro Gaza”, ai presunti processi di “giudaizzazione”, alle uccisioni extragiudiziali, all’espansione degli insediamenti e ai raid condotti dalle forze israeliane nei territori palestinesi. Hamas ha inoltre sostenuto che la pressione militare israeliana non riuscirà a fermare la crescita della resistenza armata in Cisgiordania.
L’attentato rischia di alimentare ulteriormente il clima di violenza che da mesi caratterizza il conflitto israelo-palestinese, mentre le autorità israeliane hanno annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza nell’area e l’avvio di ulteriori operazioni di contrasto alle reti militanti attive in Cisgiordania e nelle comunità arabe israeliane.