Israele. Il ministero della Difesa e lo sviluppo dei big data

di Giuseppe Gagliano

Recentemente il ministero della Difesa di Israele ha rinnovato la sua collaborazione con Palantir, un’azienda americana specializzata in big data, nonostante la presenza di alternative locali. Questa decisione segue la visita in Israele del CEO di Palantir, Alex Karp, e dell’investitore Peter Thiel all’inizio di gennaio, culminata in un accordo per utilizzare la piattaforma Palantir a supporto delle operazioni militari israeliane. La scelta di affidarsi a Palantir si spiega con l’assenza, secondo il ministero, di tecnologie nazionali al medesimo livello.
Tuttavia l’ecosistema tecnologico israeliano sta avanzando rapidamente, soprattutto nel campo dei big data e della geolocalizzazione, grazie al lavoro di aziende come Rayzone Group. Quest’ultima, guidata da Yohai Bar-Zakai, ex vicecomandante dell’Unità 8200, sta sviluppando soluzioni avanzate in questo settore da vari anni.
Parallelamente emergono nuove start-up come Wisery Labs, fondata da Roee Moked, ex dipendente di Cognyte, e Yehonatan Kfir, precedentemente a capo della tecnologia in Radiflow. Un’altra società in crescita in questo ambito è Bold Analytics, che si evolve dal nucleo big data e proprietà intellettuale di NSO Group, lavorando allo sviluppo di strumenti specifici.
Nonostante il dinamismo di queste iniziative locali, sembra che abbiano limitati contatti diretti con il ministero della Difesa israeliano, concentrandosi maggiormente su mercati internazionali. Questa tendenza evidenzia una certa preferenza per soluzioni esterne nonostante il potenziale tecnologico interno.