
di Giuseppe Gagliano –
Israele ha ricevuto il nuovo sottomarino INS Drakon, costruito nei cantieri tedeschi di Kiel, un’unità destinata a rafforzare la capacità di deterrenza strategica dello Stato ebraico e ad ampliare il raggio d’azione della Marina verso il Mar Rosso e l’Oceano Indiano. La consegna rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione della postura militare israeliana nei confronti dell’Iran.
Ordinato nel 2011, impostato nel 2012 e varato nel 2024, il Drakon è stato completato dopo circa quattordici anni di lavori. I lunghi tempi di realizzazione fanno ritenere che il progetto abbia incorporato nuove tecnologie e soluzioni destinate anche alla futura classe Dakar, già in fase di costruzione.
Il battello presenta caratteristiche sensibilmente diverse rispetto ai precedenti sottomarini della classe Dolphin II. Più lungo e con un maggiore dislocamento, dispone di dieci tubi lanciasiluri e di una vela di dimensioni insolite, elementi che hanno alimentato le ipotesi sulla presenza di sistemi per il lancio verticale di missili. Israele e il costruttore tedesco non hanno mai confermato tali indiscrezioni, mantenendo il tradizionale riserbo che caratterizza la strategia di deterrenza israeliana.
Il valore principale del Drakon risiede nella capacità di garantire una risposta anche in caso di attacco contro il territorio nazionale. Un sottomarino in immersione rappresenta infatti una piattaforma molto più difficile da individuare e neutralizzare rispetto a basi aeree o installazioni terrestri, rafforzando così la credibilità della capacità di rappresaglia israeliana.
Grazie alla possibilità di operare dal porto di Eilat, il nuovo sottomarino potrà raggiungere il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, avvicinandosi alle aree di interesse strategico e aumentando la flessibilità operativa della Marina israeliana. Rimangono tuttavia le difficoltà legate al transito attraverso lo stretto di Tiran e Bab el-Mandeb, aree interessate dalla presenza di numerose flotte militari e dalle attività degli Houthi.
L’interesse suscitato dal programma è confermato anche dall’attività di intelligence russa. Durante le prove in mare del 2024, Mosca ha inviato due navi da ricognizione per osservare il nuovo battello, segnale dell’attenzione riservata alle sue capacità tecnologiche, ai sistemi di propulsione e alle eventuali nuove configurazioni d’armamento.
Oltre alla funzione di deterrenza, il Drakon potrà svolgere missioni di raccolta d’informazioni, infiltrazione di forze speciali, sorveglianza elettronica e attacco contro obiettivi navali e costieri, ampliando il ventaglio operativo della Marina israeliana.
Il programma conferma anche la stretta cooperazione tra Germania e Israele. Berlino ha sostenuto economicamente parte della flotta subacquea israeliana, mentre l’industria navale tedesca consolida il proprio ruolo come partner strategico di Tel Aviv nello sviluppo delle future capacità sottomarine.
Con l’INS Drakon Israele rafforza la propria presenza marittima e rende più credibile la capacità di risposta in caso di crisi regionale. Il nuovo sottomarino non modifica da solo gli equilibri militari in Medio Oriente, ma aumenta la complessità di qualsiasi eventuale pianificazione offensiva contro lo Stato ebraico, consolidando la deterrenza attraverso una piattaforma che unisce capacità operative avanzate e un elevato grado di riservatezza.











