Israele. L’Italia sospende il rinnovo del memorandum sulla Difesa

di Enrico Oliari –

Davanti alle continue stragi e alla fin troppo tollerata violazione del diritto internazionale, il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della Difesa con Israele. L’annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha comunicato la scelta a margine del Vinitaly di Verona, sottolineando come la decisione sia maturata alla luce del contesto attuale.
Il provvedimento interrompe un meccanismo che, fino a oggi, prevedeva il rinnovo automatico dell’accordo ogni cinque anni. Il memorandum infatti era entrato in vigore il 13 aprile 2016 ed era già stato prorogato una prima volta secondo quanto stabilito dalle sue clausole.
La sospensione è il risultato di un confronto interno all’esecutivo. Oltre alla premier, hanno preso parte alla decisione i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto.
La scelta è stata formalizzata con una comunicazione inviata al ministro della Difesa israeliano Israel Katz, segnando così un passaggio ufficiale nei rapporti bilaterali tra i due Paesi in ambito militare.
Dal lato israeliano, la reazione è stata improntata alla cautela: un portavoce del ministero degli Esteri ha ridimensionato la portata della decisione, sottolineando come il memorandum non abbia mai avuto un impatto concreto sulla sicurezza nazionale e che la sua sospensione non comporterà conseguenze operative rilevanti.
Il memorandum affonda le sue radici nel 2003, quando venne firmato a Parigi dai ministri della Difesa dell’epoca, Antonio Martino e Shaul Mofaz, nel contesto di un rafforzamento delle relazioni tra Italia e Israele. Un passaggio politico significativo fu la visita a Tel Aviv dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che contribuì a rilanciare il dialogo tra i due Paesi.
L’accordo, composto da undici articoli, definiva una cornice ampia per la cooperazione militare e industriale. Tra i principali ambiti inclusi figuravano, lo scambio di materiali d’armamento e tecnologie militari; la collaborazione tra industrie della difesa; la formazione e l’addestramento del personale militare; la partecipazione a esercitazioni congiunte e scambio di osservatori; la ricerca, sviluppo e produzione in ambito militare. Non mancavano inoltre aspetti legati alla gestione delle forze armate, alle operazioni umanitarie, allo scambio di informazioni tecniche e alle attività culturali e accademiche connesse al settore della difesa.
La sospensione del rinnovo automatico non equivale formalmente a una rottura dell’accordo, ma rappresenta un segnale politico significativo. Intervenendo su un meccanismo considerato finora routinario, l’esecutivo italiano introduce un elemento di discontinuità nella gestione dei rapporti bilaterali nel campo della sicurezza.