Israele. Per Bennet l’Iran sarebbe visino all’atomica, ma Cohen smentisce

di Giuseppe Gagliano

Contrariamente alle dichiarazioni del primo ministro Naftali Bennett, che mette in guardia sulle capacità di sviluppo nucleare della Repubblica Islamica, “l’Iran non è nel 2021 più vicino all’acquisizione di armi nucleari di quanto non lo sia stato in passato”. Lo ha affermato l’ex capo del Mossad Yossi Cohen alla 10ma conferenza del Jerusalem Post, il quale ha spiegato che “Sulla base dei rapporti di intelligence che ho letto negli ultimi mesi, le dichiarazioni secondo cui l’Iran è più vicino all’acquisizione di un’arma nucleare oggi rispetto al passato non sono corrette”.
Per il ministro degli Esteri israeliano Yair Teheran sarebbe “sul punto di varcare una soglia nucleare” in termini di produzione e arricchimento dell’uranio”, e “Il ministro degli Esteri ha condiviso con il consigliere per la sicurezza nazionale di Israele le preoccupazioni per lo sviluppo delle capacità nucleari” della Repubblica Islamica dell’Iran, coem riportato dall’emittente israeliana i24.
I colloqui per il rilancio dell’accordo sul nucleare Jpcoa del 2015 sono ripresi ad aprile a Vienna per poi essere sospesi a giugno con l’elezione del presidente iraniano Ebrahim Raisi.
Concluso nel 2015 tra Iran da un lato e Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Russia, Francia e Germania dall’altro, l’accordo ha offerto a Teheran la revoca di parte delle sanzioni internazionali in cambio di una drastica riduzione suo programma nucleare, posto sotto lo stretto controllo dell’ONU.
Ma dopo il ritiro unilaterale degli americani dall’accordo nel 2018 sotto il presidente Donald Trump e il ripristino delle sanzioni contro l’Iran, Teheran ha reagito abbandonando gradualmente i suoi impegni.