di Francesco Lombardi –
Il presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, intende proseguire nel suo progetto di riforma della Repubblica attraverso importanti innovazioni costituzionali, oltre che mediante ambiziosi progetti economici, industriali e commerciali, già delineati in precedenti interventi pubblici.
Nel suo recente discorso al Congresso, ha infatti tracciato una serie di proposte volte a modernizzare la governance del Paese e ad assicurare stabilità politica e istituzionale, avvicinando ulteriormente la grande repubblica centroasiatica ai modelli delle più avanzate democrazie del pianeta. Il presidente ha inoltre sottolineato alcune priorità che guideranno la sua azione politica nel breve e medio termine, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico nel solco dei profondi mutamenti tecnologici e digitali che stanno trasformando numerosi aspetti della vita contemporanea.
Tokayev appare consapevole che i grandi investitori internazionali sono alla ricerca di Paesi caratterizzati da stabilità istituzionale e infrastrutture efficienti in cui far confluire i propri capitali, soprattutto in una fase storica segnata da forti turbolenze geopolitiche senza precedenti negli ultimi decenni. Per questo intende presentare alla comunità internazionale, nel giro di pochi anni, un Paese istituzionalmente solido, ancorato a principi liberali e alla certezza del diritto, rispettoso delle regole democratiche e dotato di infrastrutture normative, materiali e organizzative efficienti.
Nel dettaglio, il leader kazako ha presentato un pacchetto di riforme costituzionali e istituzionali volto a modernizzare il sistema statale, chiarire l’architettura della governance e rafforzare la stabilità politica nel lungo periodo. Al centro del discorso vi sono le proposte per formalizzare le regole di successione presidenziale, istituire la carica di vicepresidente e adottare un modello costituzionale fondamentalmente nuovo, che dovrà comunque essere ratificato tramite referendum.
Tra le innovazioni istituzionali di maggior rilievo figura la creazione di un nuovo Parlamento unicamerale, denominato Congresso (Qurultay), concepito come un organo snello e funzionale, composto da 145 seggi complessivi, tre vicepresidenti e non più di otto commissioni parlamentari. Attualmente, il Parlamento kazako è strutturato su un’Assemblea di 98 deputati e un Senato di 40 membri, questi ultimi eletti dalle regioni, dai comuni di Almaty, Astana e Shymkent e nominati per un quarto dal presidente. Il nuovo Congresso dovrebbe avere una durata di cinque anni. Secondo Tokayev, tale configurazione consentirebbe un funzionamento più efficace dell’organo legislativo e una maggiore concentrazione sulle priorità di sviluppo del Paese. L’elezione dei deputati su base proporzionale mira inoltre a responsabilizzare i partiti, avvicinandoli alle reali esigenze dei cittadini.
Il nuovo Congresso sarà affiancato da un Consiglio del Popolo, finalizzato a garantire la rappresentatività dei gruppi etnici e delle principali comunità sociali del Paese. Il Consiglio sarà composto da 126 membri, 42 rappresentanti delle associazioni etno-culturali, 42 delle amministrazioni locali e 42 delle organizzazioni pubbliche. Nel nuovo organismo non sarà più prevista una quota di membri riservata al presidente.
Queste riforme fanno seguito a quelle del 2022, tra cui l’istituzione della Corte costituzionale, la creazione delle corti di cassazione e il riconoscimento dello status costituzionale al Commissario per i diritti umani (Ombudsman), che, come ha sottolineato Tokayev, hanno rafforzato lo Stato di diritto, potenziato la tutela delle prerogative dei cittadini, chiarito le responsabilità istituzionali e accresciuto il senso di partecipazione civica.
Di particolare rilievo è anche la prevista istituzione dell’Ufficio del vicepresidente, nominato dal presidente con il consenso del Parlamento. Questa nuova figura sarebbe il naturale sostituto del capo dello Stato in caso di impedimento, oltre a occuparsi delle materie e delle competenze a lui delegate. Tale innovazione, insieme alla definizione costituzionale delle regole per la successione presidenziale, mira a garantire stabilità alla governance della Repubblica, evitando criticità nei passaggi di potere anche in situazioni di crisi. Le modifiche confluiranno in una nuova Costituzione, la cui redazione sarà affidata a una Commissione apposita e successivamente sottoposta al voto popolare.
Dalle riforme annunciate emerge la volontà di costruire un sistema di checks and balances sul modello delle democrazie più avanzate, rafforzando il ruolo della Costituzione e offrendo al contempo garanzie agli investitori attratti da istituzioni stabili e chiaramente regolamentate. Un sistema politico che distribuisce il potere tra i diversi rami dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario, previene gli abusi, mitiga le derive autoritarie e garantisce responsabilità e stabilità istituzionale.
Accanto alle riforme costituzionali, Tokayev ha annunciato una serie di politiche che intende avviare o implementare nell’immediato, in coerenza con il nuovo assetto istituzionale. In politica estera, intende perseguire una linea equilibrata, saldamente ancorata agli interessi nazionali e orientata alla ricerca di soluzioni diplomatiche non conflittuali.
Particolare enfasi è stata posta sulle politiche ambientali e idriche. Le scelte operate nel periodo sovietico hanno lasciato al Kazakhstan una pesante eredità, soprattutto in relazione alla disponibilità di risorse idriche per usi civili e agricoli. L’intera regione è attraversata da tensioni legate al controllo delle risorse idriche. Identificando l’acqua come risorsa strategica nazionale e regionale, Tokayev intende avviare politiche condivise con le repubbliche confinanti e ha proposto, in tal senso, l’istituzione di un’Organizzazione Internazionale per l’Acqua nell’ambito delle Nazioni Unite.
Le scelte del presidente, che da sette anni guida la più estesa delle repubbliche centroasiatiche, mostrano la volontà di accompagnare il Paese verso istituzioni moderne attraverso interventi ambiziosi e significativi, talvolta rapidi, ma senza scossoni destabilizzanti. Una transizione rispettosa della storia del Kazakhstan, delle sue tradizioni e della pluralità culturale. Non a caso, il discorso presidenziale si è concluso con un richiamo allo sviluppo culturale e spirituale della nazione. Il successo delle riforme politiche ed economiche dipenderà anche dalla trasformazione della coscienza pubblica e dal rafforzamento dei valori nazionali.
La scelta di utilizzare il termine Qurultay per il futuro Congresso nazionale, nome che nel Medioevo indicava il concilio politico militare dell’aristocrazia mongola e altaica, mira a creare un legame simbolico con le radici storiche del popolo kazako. La valorizzazione della ricerca storica e culturale, insieme a una maggiore conoscenza internazionale del passato kazako, contribuirà a rafforzare l’identità nazionale e a consolidare il legame tra popolo e istituzioni.












