La corsa tecnologica della Cina

di Giuseppe Gagliano

Mentre l’Urss, pur essendo una rilevante potenza militare durante la Guerra Fredda oltre che ideologica, era tuttavia assolutamente marginale dal punto di vista economico rispetto agli Usa, la Cina allo stato attuale ha una economia quasi equipollente a quella statunitense ed è stata in grado di porre in essere una politica di proiezione di potenza in Asia, in Africa e in America Latina.
La capacità di innovazione tecnologica cinese è di estrema rilevanza come dimostra il fatto che le vendite del cellulare di Huawei sono certamente superiori a quelle dell’iPhone. D’altronde questo balzo in avanti non deve destare particolari sorprese dal momento che l’impresa cinese segue alcune regole precise, come ad esempio quella di dissimulare la sua presenza attraverso società ombra, creare filiali la cui impenetrabilità è analoga a quelle delle infrastrutture militari, attuare una politica di potenza a livello di mercato molto sottile che consiste nell’acquistare determinati prodotti a prezzi inferiori rispetto a quelli della concorrenza, copiare senza alcuna remora né morale né legale, infiltrare nelle aziende della concorrenza occidentale propri agenti specializzati, corrompere i funzionari delle aziende concorrenti e infine reclutare gli ex dipendenti delle industrie concorrenti.
Ciò che la Cina sta determinando nei confronti dell’America è un vero e proprio balzo in avanti a livello tecnologico anche attraverso il saccheggio sistematico delle proprietà intellettuali, soprattutto in ambito elettronico, servendosi della pirateria informatica.
La competizione tra Usa e Cina sul piano tecnologico potrebbe certamente avvantaggiare la Cina, soprattutto perché essendo un paese con un sistema politico monopartitico e autoritario (almeno secondo il metro di giudizio occidentale) i progressi fatti nel contesto della IA, progressi possibili soprattutto grazie alla tecnologia di riconoscimento facciale e vocale, potrebbero subire un incremento notevole.
In occidente le agenzie di spionaggio monitorano o possono monitorare la società civile indirettamente, cioè attraverso i social network, ma la Cina compie azioni di tale natura già dagli anni ’50.
Il fatto che la Cina stia attuando un modello economico misto tra capitalismo e comunismo consente all’industria cinese di avere un rilevante sostegno da parte dello Stato (in modo particolare pensiamo alle imprese come Baiudu, Alibaba e Tencent). Questo ha certamente consentito alla Cina da un lato di fare investimenti superiori nella tecnologia del 5G, investimenti che hanno già superato quelli americani per 24 miliardi di dollari e che nel prossimo decennio dovrebbero addirittura arrivare a 500 miliardi di dollari, e dall’altro lato ha consentito al Dragone nel giro di breve tempo di realizzare due supercomputer come Tianhe-1A e Sunway Taihu Light, equipollenti o addirittura superiori a quelli americani, e di depositare il doppio dei brevetti nel 2018 nel campo delle tecnologie quantistica, altro fondamentale fronte di guerra economica tra la Cina e gli Stati Uniti.