di Giorgio Raimondi –
Nel 2026 la transizione energetica italiana si trova in una fase cruciale. La crescita delle energie rinnovabili non è più solo un tema ambientale: costituisce un elemento essenziale per la resilienza del sistema elettrico nazionale, per la competitività industriale e per il rispetto degli impegni europei di riduzione delle emissioni di gas serra. Negli ultimi anni, l’Italia ha visto un’espansione significativa della capacità di generazione da fonti rinnovabili, grazie a investimenti pubblici e privati e all’integrazione di tecnologie come il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico. Questi sviluppi hanno contribuito a ridurre progressivamente la dipendenza energetica dalle importazioni di combustibili fossili e a rafforzare la sicurezza energetica nazionale in una fase di tensioni sui mercati globali dell’energia.
L’Unione europea ha fissato per il 2030 obiettivi vincolanti: almeno il 42,5 % di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo. Gli Stati membri, tra cui l’Italia, devono adeguare le proprie politiche energetiche a questi obiettivi attraverso i Piani Nazionali Integrati Energia e Clima (NECP), che definiscono le traiettorie di crescita delle rinnovabili e gli strumenti di attuazione nei settori elettrico, termico e dei trasporti. L’Italia ha aggiornato il proprio NECP nel 2024, fissando una quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo vicina al 39 % entro il 2030. Questo aggiornamento costituisce un riferimento strategico per la pianificazione energetica nazionale e l’accesso a strumenti di sostegno comunitari.
All’interno di questo quadro, le istituzioni italiane hanno avviato misure per sostenere gli investimenti in tecnologie pulite. Tra queste, il decreto-legge sul Piano Transizione 5.0, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 novembre 2025, introduce misure urgenti sia per favorire la transizione digitale ed ecologica delle imprese sia per stimolare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il decreto prevede crediti d’imposta e strumenti per sostenere progetti di modernizzazione e decarbonizzazione dell’industria e del sistema produttivo.
Progresso delle rinnovabili e indicatori principali.
Secondo i dati ufficiali, la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo si colloca intorno al 19–20 %, in linea con il progressivo incremento registrato negli ultimi anni. Nel settore elettrico, la produzione da rinnovabili ha superato in alcuni anni il 40 % del totale, con un contributo significativo da parte di idroelettrico, fotovoltaico ed eolico. La capacità totale installata da fonti rinnovabili supera oggi i 65 GW, indicando che il Paese dispone di una solida base tecnica per sostenere ulteriori sviluppi e integrare nuove fonti intermittenti nel sistema elettrico nazionale.
Tuttavia, per completare la transizione è necessario affrontare alcune criticità. La principale riguarda le infrastrutture: l’integrazione di grandi volumi di energia intermittente richiede reti elettriche più flessibili e resilienti, sistemi di accumulo e capacità di gestione della domanda. Terna, l’operatore di rete nazionale, ha sottolineato nei propri documenti di pianificazione la necessità di investimenti significativi per evitare congestioni e garantire la stabilità della rete nel medio termine.
Un’altra area critica riguarda le procedure autorizzative per la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, spesso caratterizzate da numerosi passaggi burocratici e dalla necessità di coordinamento tra livelli di governo diversi. A questo proposito, il decreto-legge sul Piano Transizione 5.0 contiene strumenti per semplificare alcune fasi, sostenere gli investimenti e garantire maggiore trasparenza nei processi di autorizzazione, tramite crediti d’imposta e misure di sostegno fiscale.
Integrazione con l’agenda istituzionale di gennaio 2026.
L’inizio del 2026 vede le istituzioni italiane riprendere i lavori del Parlamento e del Governo dopo la pausa festiva, con un’agenda che comprende provvedimenti rilevanti per la transizione energetica. Secondo il calendario ufficiale dei lavori parlamentari al Senato, mercoledì 7 gennaio 2026 è prevista la discussione in Aula del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 175/2025, che contiene il Piano Transizione 5.0 e le misure per la produzione di energia da fonti rinnovabili, la cui conversione deve avvenire entro il 20 gennaio 2026.
Parallelamente, alla Camera dei Deputati, per la settimana del 13–14 gennaio è programmato l’esame del decreto Transizione 5.0, con la discussione in Aula prima di eventuali passaggi successivi. Questa sequenza di lavori riflette l’obiettivo istituzionale di allineare le misure nazionali con gli impegni europei di sostenibilità e con la pianificazione energetica del Paese, garantendo un quadro normativo aggiornato e coerente con le esigenze di mercato e i piani di investimento.
Implicazioni economiche e strategiche.
L’incremento delle energie rinnovabili contribuisce non solo alla riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche alla diminuzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, con benefici sulla sicurezza energetica e sulla stabilità dei prezzi. In prospettiva, lo sviluppo delle rinnovabili e delle interconnessioni energetiche può rafforzare il ruolo dell’Italia come nodo nel sistema elettrico europeo e come partner nelle iniziative di cooperazione nel bacino del Mediterraneo.
Guardando al futuro, la sfida principale rimane quella di completare infrastrutture e sistemi di accumulo, semplificare i processi autorizzativi e garantire coerenza tra obiettivi politici, strumenti normativi e realizzazioni concrete. In questo contesto, l’agenda istituzionale di inizio 2026 funge da appuntamento chiave per definire il ritmo e l’efficacia dell’attuazione delle politiche energetiche.
L’Italia ha compiuto progressi significativi nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella pianificazione energetica, con strumenti come il Piano Transizione 5.0 che mirano a incentivare la modernizzazione industriale e la decarbonizzazione. Allo stesso tempo, permangono sfide strutturali che richiedono un coordinamento efficace tra istituzioni e realtà territoriali, oltre a un’adeguata evoluzione delle infrastrutture. L’agenda parlamentare di gennaio 2026 riflette questa fase di transizione, con provvedimenti centrali in discussione che determineranno le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei nei prossimi anni.
Fonti:
– Parlamento Italiano – Senato: calendario dei lavori, seduta del 7 gennaio 2026 e disegno di legge di conversione del decreto‑legge n. 175/2025 su Transizione 5.0 e rinnovabili.
– Parlamento Italiano – Camera: agenda dei lavori della prima parte di gennaio 2026 che include l’esame del decreto Transizione 5.0.
– Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (NECP) 2024: strategia energetica dell’Italia in linea con la normativa europea sulle rinnovabili.
– Decreto‑legge n. 175/2025 (Transizione 5.0): testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale relativo a misure urgenti per la transizione energetica e produzione da fonti rinnovabili.
– ISPRA – Rapporto Energia 2024: dati ufficiali su capacità installata e produzione da fonti rinnovabili.
– Terna – Piano di sviluppo rete elettrica 2025: documento ufficiale sulle infrastrutture di rete e investimenti pianificati.












