Le prossime operazioni di Huawei in Africa

di Giuseppe Gagliano

A Dubai, presso la Jebel Ali Free Zone (Jafza One), non lontano da Burj Khalifa (la torre più alta del mondo) la cinese Huwaei ha un imponente spazio espositivo con le sue ultime scoperte nel settore del 5G, connettività e soluzioni cloud e dove promuove i benefici del 5G nel futuro delle economie globali.
Le cifre parlano tuttavia di una flessione nel 2020 delle vendite specialmente in Medio Oriente – Africa (Emea), dove l’attività è diminuita del 12% per un fatturato di 181 miliardi di yuan, e nella regione delle Americhe, dove il declino è stato del -24,5% a 64,4 miliardi di yuan.
Nello stesso anno il fatturato di Huwaei è stato di 64,6 miliardi di yuan (circa 10 miliardi di dollari), e le prospettive per l’area Emea indicano in termini assoluti che i ricavi aumenteranno da 4 miliardi di yuan in un anno a circa 29,2 miliardi di yuan (4,6 miliardi di dollari).
Il produttore cinese di apparecchiature, presente in Africa da oltre vent’anni, ha 17 uffici e uno staff di 9mila persone. Questo gli permette di rispondere alle opportunità che si aprono come l’installazione di parte della nuova rete Safaricom in Etiopia, dove il gruppo è in grado di schierare 2mila dipendenti.
Nella Repubblica Democratica del Congo Alex Chu, capo della filiale locale del gruppo, si vuole concretizzare un progetto per la trasformazione digitale dell’amministrazione. Includerebbe la costruzione di un data center, come quello inaugurato a giugno in Senegal, nonché la creazione di un servizio di hosting privato (cloud) e di soluzioni di gestione dei dati governativi (e-Government), come è stato fatto in Camerun, come parte del progetto governativo “National Broadband Network”, dove Huawei ha vinto un contratto da 203 milioni di dollari con l’operatore pubblico Camtel. Finanziato per un importo di 168 milioni di dollari dalla Exim Bank of China, la banca cinese di importazione-esportazione, prevede la costruzione di una rete nazionale in fibra ottica di 12mila chilometri, un data center pubblico (15 milioni di dollari) e la ristrutturazione e l’estensione delle reti telefoniche esistenti. Contratti simili sono stati firmati in Kenya, Nigeria ed Etiopia.