L’esercito cinese è entrato nel cuore del mondo accademico occidentale

di Giuseppe Gagliano

L’esercito cinese è entrato nel cuore del mondo accademico occidentale, secondo un nuovo rapporto del think tank Australian Strategic Policy Institute (ASPI) che identifica sette istituzioni soprannominate “i sette figli della difesa nazionale”, che sono particolarmente vicine ai militari e che fungono da testa di ponte per condurre operazione di infiltrazione e spionaggio all’estero. I paesi europei che sono oggetto di infiltrazione si trovano in Gran Bretagna,in Australia, Germania, Austria e Svizzera.
Nel settembre 2013 una delegazione della Chinese Academy of Launcher Technology (CALT), una consociata della China Aerospace Science and Technology Society (CASC, uno dei principali fornitori di missili per l’esercito cinese), ha visitato l’Università di scienze applicate della Svizzera nordoccidentale (FHNW). Il risultato è stato un laboratorio di ricerca congiunto e cioè la Scuola tecnica della Renania-Vestfalia, in Germania.
L’obiettivo era sviluppare una pompa a flusso assiale per un cuore artificiale che la CALT ha cercato di sviluppare facendo affidamento sulla tecnologia di levitazione magnetica e liquida utilizzata per pilotare i razzi per uso militare. La scuola svizzera avrebbe progettato e prodotto la pompa e il partner tedesco avrebbe condotto i relativi test. Nel contesto di questo progetto, gli scienziati cinesi hanno visitato il campus dell’università. Da allora la collaborazione per sospetto spionaggio è stata sospesa, ma CALT non ha rinunciato al suo progetto. Il cuore artificiale è stato impiantato in due pazienti a marzo 2019 e i primi studi clinici inizieranno entro la fine dell’anno.
Ma questo non è l’unico tentativo di incursione del complesso militare-industriale cinese in Svizzera. Il Politecnico federale di Zurigo (EPFZ) ha pubblicato diversi documenti di ricerca presso l’Università di Aeronautica e Astronautica di Nanchino, uno dei “sette figli della difesa nazionale”, secondo un indice pubblicato dalla rivista natura. Uno dei vicedirettori di questa istituzione avrebbe partecipato a un furto di tecnologia all’American GE Aviation, secondo una denuncia presentata negli Stati Uniti nel 2018.
La collaborazione con l’EPFZ si concentra principalmente su tematiche quantistiche un’area di ricerca prioritaria per la Cina grazie alle sue potenziali applicazioni nella crittografia. L’EPFZ ha anche pubblicato un documento di ricerca con implicazioni per l’industria del gas con la China Shipbuilding Industry Corporation, un conglomerato statale che fornisce l’80% delle apparecchiature per la marina cinese. Alla domanda relative a queste collaborazioni, un portavoce dell’ETH di Zurigo conferma che l’istituzione ha pubblicato sei articoli con queste due istituzioni dal 2016. Tuttavia, specifica che anche altre università svizzere hanno collaborato con loro, senza nominarle.
Alcuni di questi progetti possono sembrare banali. Ma la ricerca finanziata da entità affiliate all’esercito cinese è spesso usata per scopi sia civili che militari.Infatti ogni ricercatore che compie ricerche di alta tecnologia deve porsi la domanda sull’uso che verrà fatto delle tecnologie che ha contribuito a sviluppare.
Infatti ci sono implicazioni non solo per la sicurezza nazionale ma esiste il rischio di alimentare gli strumenti di repressione dispiegati da Pechino contro i propri cittadini. Infatti i progressi nel riconoscimento facciale e nell’intelligenza artificiale, ad esempio, hanno permesso alla Cina di stabilire uno stato di totale sorveglianza nello Xinjiang.
Nei paesi anglosassoni la controffensiva sta prendendo corpo. A settembre gli Stati Uniti hanno rafforzato i controlli sui visti concessi agli scienziati cinesi che lavorano in aree sensibili. A novembre l’Australia ha introdotto un registro che elenca tutti i progetti di ricerca condotti o finanziati con entità straniere.