Ansa, 15 mag 12 –
L’approccio italiano per un maggiore impegno e un piu’ efficace coordinamento delle azioni Ue a favore della stabilita’ della Libia e della prevenzione di nuovi flussi immigratori, in particolare su spinta di quanto sta accadendo in Siria e Sahel, e’ stato condiviso oggi al Consiglio esteri della Ue, dove il ministro Giulio Terzi ha sollecitato una discussione tra i capi delle diplomazie. ”La riunione di oggi e’ servita a dare spunto, attenzione e senso di urgenza all’obiettivo di prevenire piuttosto che di contrastare poi successivamente, con operazioni di reimpatrio anziche’ di lavoro sulle cause originarie dell’immigrazione clandestina”, ha riferito Terzi. Le linee proposte dall’Italia sono state condivise ”non soltanto dai colleghi dei paesi del Mediterraneo, ma anche dal collega inglese” e l’alto rappresentante della politica estera della Ue Catherine Ashton ”ha concluso che si manterra’ un coordinamento rafforzato tra tutti gli stati membri e le istituzioni Ue”. Interlocutore ”naturale” dei progetti che anche l’Italia ha presentato sara’ la commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstrom. La considerazione prevalsa – hanno precisato fonti – e’ che ”controllare i flussi di immigrazione e’ nell’interesse di tutti”. L’iniziativa dell’Italia in sede Ue e’ nata da due ordine di motivi. ”Noi riteniamo che l’Unione europea possa fare di piu’ ed essere piu’ presente nel processo di consolidamento democratico e istituzionale della Libia, nello sviluppo economico e nella riorganizzazione dell’intero paese, soprattutto per quanto riguarda una fiducia della societa’ libica per la realizzazione delle elezioni del 19 giugno e poi del processo costituzionale”, ha spiegato Terzi. Il secondo motivo e’ nato dalla sollecitazione del ministro degli esteri di Tripoli Ashour Bin Khayal che sabato, in occasione della sua prima visita ufficiale in Italia, la prima in un Paese europeo, ha parlato del rischio di un ”peggioramento della situazione” sul flusso dei clandestini e ha sollecitato un cambio di passo della Ue. ”E’ emersa la preoccupazione, pur senza allarmismi, che sia dalla Siria e dal Sahel, possano generarsi nuovi flussi di immigrati sulle sponde del Mediterraneo”, ha riferito il titolare della Farnesina. ”Diversi colleghi hanno ravvisato la necessita’ di dedicarci a questo problema molto rapidamente attraverso le iniziative che la Ue ha gia’ in discussione”, ha aggiunto. Un importante contributo arrivera’ dalle conclusioni attese tra una settimana della missione guidata da un italiano per il controllo integrato delle frontiere libiche sulla base delle quali l’Italia fornita’ anche degli imput sulle misure concrete con le quali la Ue puo’ aiutare il governo libico. Terzi ha chiarito che il rapporto con le autorita’ di Tripoli ”e’ di tipo partenariale”. ”Non intendiamo essere coloro che influiscono o che ricevono influenze indebite. Intendiamo lavorare insieme per il perseguimento di obiettivi comuni”, ha dichiarato.












