Libia. Gli Eau inviano 3mila tonnellate di armi ad Haftar

di Giuseppe Gagliano –

Prosegue a sud di Tripoli l’offensiva del generale “di Tobruk” Khalifa Haftar, il cui Lna (Libyan national Army) ha ricevuto in questi giorni dagli Emirati Arabi Uniti circa 3.000 tonnellate di equipaggiamento militare. Lo riferisce il quotidiano Lybia Observer, secondo il quale queste operazioni sarebbero state poste in essere nello specifico dall’aereo “Antonov 124” di proprietà del principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed. Gli EAU, allo scopo di rafforzare il loro sostegno a Haftar, stanno anche sostenendo la formazione di cellule libiche ad Abu Dhabi. Risale al 2016 il primo cargo navale carico di armi per Haftar, fatto in barba alle risoluzioni Onu.
Altrettanto significativo è il fatto che l’Egitto stia portando avanti la esercitazione Qader 2020 con lo scopo di salvaguardare l’interesse egiziano sia nel Mediterraneo che nel Mar Rosso. Due sono gli scopi di tale esercitazione aereo-navale: in primo luogo quello di limitare e/ o contenere la politica di proiezione di potenza turca in Libia, e in secondo luogo salvaguardare i giacimenti di gas naturale a Zohr. Ancora una volta l’accostamento di questi due fatti di politica estera dimostra il ruolo determinante che gli attori esterni hanno negli equilibri di potenza in Libia, ma anche l’irrilevanza europea e l’inconsistenza delle decisioni prese durante il vertice di Berlino. Questo dipende da un lato dalle profonde divisioni all’interno dell’Unione Europea che paralizzano, o comunque impediscono, la possibilità di portare in essere una politica coerente e unitaria in Libia, dall’altro dall’assenza di un fattore determinante di fronte a crisi così ampie e cioè la necessità di affiancare alle roboanti dichiarazioni di principio la minaccia dello strumento militare come elemento dissuasivo.