Libia. I rapporti di Turchia e Qatar, dall’energia al sostegno militare

di Giuseppe Gagliano

E’ ormai evidente che la Turchia abbia interessi di natura anche economica nell’attuale conflitto libico sia in relazione al petrolio che in relazione alle infrastrutture elettriche. A tale proposito, a causa del prolungarsi del conflitto, i rilevanti problemi legati all’infrastruttura elettrica nell’ovest della Libia hanno indotto la Turchia, attraverso la compagnia Karadeniz Holding, a porre in essere un accordo per la fornitura di elettricità nella parte occidentale della Libia, contratto questo che farebbe parte della più ampia partnership economico – militare tra il governo di Fayez al-Serraj e Ankara, stabilita a giugno.
Un ‘altra mossa compiuta dal presidente turco recep Tayyp Erdogan nel quadro del più ampio progetto di proiezione di potenza della Turchia, è stata quella relativa all’incontro avvenuto a luglio con l’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, colloquio dal quale è emersa la profonda affinità ideologica e religiosa tra i due paesi, determinata dal sostegno politico sia per Hamas che per i Fratelli Musulmani https://www.notiziegeopolitiche.net/94241-2/, sia l’indiscutibile la sinergia strategico in funzione anti-EAU .
La Turchia ha sempre supportato sul piano militare il Qatar ricevendo in cambio di un ampio sostegno finanziario, basti vedere che, ad esempio, il vicecomandante delle forze di Ankara, Ahmed bin Muhammad, è anche a capo dell’Accademia militare qatarina. Ciò significa che la formazione dei quadri militari è selezionata sulla base di scelte politiche e religiose filo-turche. Inoltre la presenza delle forze di sicurezza turche in Qatar rappresenta in modo tangibile la rilevanza della influenza politico-militare turca, si pensi all’infrastruttura militare turca Tariq ibn Ziyad, nella quale è presente il comando della “Qatar-Turkey combined joint Force”.
Le esportazioni di armi del Qatar verso la Turchia sono aumentate in modo vistoso consentendo ad Ankara di arrivare a delle entrate pari a 335 milioni di dollari, mentre l‘operazione militare turca Fonte di pace, posta in essere nel nord-est della Siria, è stata apertamente sostenuta proprio da Doha, anche per ampliare l’influenza della Fratellanza musulmana.
Per quanto concerne gli investimenti il Qatar ha erogato fin dal 2018 15 miliardi di dollari e ha acquistato una quota del 50% in BMC, un produttore turco di veicoli corazzati, i cui partner turchi sono noti amici di Erdoaan per produrre l’Altay, il principale carro armato di battaglia di nuova generazione, ma vi è anche il caso di una società di software militare controllata dallo stato ad Ankara, che ha firmato un accordo di partnership con al-Mesned Holdings in Qatar per una joint venture specializzata in soluzioni di cyber-sicurezza.
Tuttavia uno degli accordi più rilevanti per sanare la grave situazione economica presente in Turchia è quello del 20 maggio grazie al quale la Banca centrale turca ha annunciato di aver triplicato il suo accordo di scambio di valuta con il Qatar.