Libia. Il pericolo immigrazione rappresentato dalle operazioni della Turchia

di Giuseppe Gagliano

La proiezione offensiva turca in Libia avrà per il nostro paese implicazioni di grande rilievo sulla sicurezza nazionale, poiché contribuirà ad incrementare l’immigrazione clandestina. Il portavoce del LNA (Lybian National Army, “di Tobruk”), Ahmed al-Mismari, ha dichiarato che il 19 aprile è stato catturato il noto trafficante di esseri umani Saleh al-Dabbashi durante gli scontri che si sono verificati ad al-Trisha, ed insieme ad un numero imprecisato di mercenari siriani apertamente supportati dalla Turchia. Non c’è dubbio che tutto ciò provi in modo evidente come la Turchia stia ormai ampliando le sue attività criminose nella regione occidentale libica e come tutto ciò non solo rappresenti un reale pericolo per la sicurezza libica ma per tutto il bacino del Mediterraneo, Italia compresa. A tale riguardo non dimentichiamoci che il fratello Ahmed al-Dabbashi era stato oggetto dalle sanzioni Onu nel 2018 e non a caso si è ripresentato nei giorni scorsi a Sabratha, dopo che il GNA (governo “di Tripoli”) aveva preso possesso della zona ad ovest della capitale. Tutto ciò, a nostro modo di vedere, conferma in modo abbastanza evidente come il GNA stia di fatto consentendo l’incremento del traffico legato all’immigrazione clandestina proprio grazie al supporto turco, che molto probabilmente potrebbe tradursi in un ulteriore ricatto nei confronti dell’Unione Europea.