di Elisa la Gala –
Tripoli – Il 6 febbraio scorso con 86 voti su 97, il Congresso libico ha stabilito che la Commissione Costituzionale (CC) incaricata di redigere la costituzione sara’ eletta. Il Congresso ha dunque confermato l’emendamento alla Dichiarazione Costituzionale (DC) adottato dal Consiglio di Transizione a pochi giorni dalle elezioni generali dello scorso luglio per placare il malumore dei separatisti della Cirenaica che minacciavano di sabotare le elezioni.
A seguito dell’insediamento del Congresso Nazionale, molti membri avevano espresso la volonta’ di abolire tale emendamento o comunque di riemendare la Dichiarazione Costituzionale prevedendo che i membri della Commissione venissero nominati dal Congresso anziche’ eletti. Cio’ avrebbe garantito che la CC fosse composta da “tecnici” in possesso delle competenze opportune per redigere la carta costituzionale. La legittimita’ democratica della CC sarebbe indirettemante derivata dall’essere nominata dal Congresso eletto dal popolo.
Nelle ultime settimane si e’ tuttavia assistito ad un’inversione di tendenza, numerose personalita’ influenti nel paese (tra questi il gran Mufti ed il Ministro per i governi locali) hanno espresso favore per la elezione della Commissione Costituzionale. Parallelamente si e’ diffuso un crescente malumore per l’incapacita’ del Congresso di esprimere una posizione a 6 mesi dal suo insediamento.
Incalzato dalle pressioni e dalla tensione crescente anche in virtu’ dell’avvicinarsi del 17 febbraio, anniversario della rivoluzione, il Congresso ha confermato l’emendamento ed ha successivamente nominato un comitato tecnico, composto da 3 membri, ciascuno rappresentante di una delle tre regioni del paese. Il comitato entro il prossimo mese dovra’ re-istituire l’Alta Commissione Nazionale per le Elezioni e redigere la legge elettorale.
Ci si augura che la legge elettorale riesca ad indirizzare alcune criticita’ insite nel processo costituente cosi’ come disegnato dalla Dichiarazione Costituzionale e successivi emendamenti.
In primis, andrebbero ripianificati i tempi dell’intero processo dal momento che l’organizzazione di nuove elezioni richiedera’ un notevole sforzo ed allunghera’ le scadenze fissate dalla DC.
Dal punto di vista sostanziale, se la scelta di eleggere la Commissione Costituzionale e’ garanzia della legittimita’ democratica di quest’ultima, d’altro canto, crea un problema di “competenze” perche’ ad essere eletti saranno politici e non tecnici con il know-how necessario alla redazione di un testo costituzionale. Soluzioni a salvaguardia della qualita’ e dell’accuratezza dei contenuti della costituzione dovrebbero essere previsti.
La DC stabilisce altresi’ che la Commissione debba essere composta da 60 membri, 20 per ciascuna delle tre regioni: Cirenaica Fezzan e Tripolitania. Il meccanismo e’ sbilanciato a favore del Fezzan che pur essendo abitato dal 7% della popolazione libica eleggera’ 20 rappresentati, tanti quanti la Tripolitania che e’ invece abitata dal 63% della popolazione e la Cirenaica, dal 29%. Tale meccanismo dovrebbe essere rivisto di conseguenza.
La bozza costituzionale sara’ adottata attraverso un referendum con un quorum del 67%, successivamete il Congresso ratifichera’ l’adozione o meno della costituzione. La legge elettorale dovrebbe altresi’ specificare le azioni da intraprendere nel caso il quorum, peraltro molto alto, non venga raggiunto. L’avvio di un dibattito pubblico da avviare a stretto giro con il coinvolgimento dei media, delle organizzazione della societa’ civile e di altri gruppi, potrebbe essere uno strumento utile a creare consapevolezza e a diffondere informazione rispetto al processo avviato.











