Libia. La Tunisia ribadisce l’impegno per gli sforzi Onu per la stabilizzazione del paese

di Bessem Ben Dhaou

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SFAX (Tunisia). La Tunisia ha rinnovato il suo impegno a sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite in Libia, promuovendo il dialogo nazionale e la riconciliazione globale tra le parti libiche con l’obiettivo di raggiungere una soluzione politica duratura e ripristinare la sicurezza e la stabilità nel Paese.
Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri tunisino Mohamed Ali Nafiti durante un incontro con la Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite e capo della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) Hanna Serwaa Tetteh, come riportato in un comunicato ufficiale del ministero degli Esteri tunisino.
Il comunicato sottolinea che Nafiti ha riaffermato il costante sostegno della Tunisia al mandato della missione ONU in Libia e la sua disponibilità a contribuire a qualsiasi iniziativa volta a rafforzare il consenso nazionale tra i diversi attori libici. Inoltre ha ribadito la volontà della Tunisia di facilitare il lavoro della missione delle Nazioni Unite, garantendo tutte le condizioni necessarie per il successo delle sue attività.
Da parte sua Tetteh ha illustrato il piano d’azione della missione ONU in Libia, esprimendo apprezzamento per la posizione equilibrata e costruttiva della Tunisia nei confronti della crisi libica e per il suo ruolo chiave nel favorire il dialogo e la riconciliazione tra le parti libiche.
Tetteh ha assunto ufficialmente il suo incarico in Libia lo scorso febbraio e da allora ha tenuto una serie di incontri con attori politici, militari ed economici del Paese, con l’obiettivo di promuovere un consenso nazionale e spianare la strada a elezioni che mettano fine alla crisi politica in corso.
La Libia è attualmente divisa tra due governi rivali: il Governo di Unità Nazionale, guidato da Abdul Hamid Dbeibah e riconosciuto a livello internazionale, che opera da Tripoli e controlla la parte occidentale del Paese, e un governo nominato dalla Camera dei Rappresentanti nel 2022, attualmente presieduto da Osama Hammad, con sede a Bengasi e che amministra l’est della Libia e gran parte delle regioni meridionali.
I libici sperano che le tanto attese elezioni possano porre fine alle divisioni politiche e alla prolungata instabilità che affligge il Paese dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011.