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Le forze regolari del Governo libico di Accordo Nazionale (Tripoli), sostenute da milizie varie e da combattenti inviati dalla Turchia, hanno lanciato in questi giorni una massiccia controffensiva nella regione occidentale riprendendo il controllo di diverse città sulla strada costiera verso il confine tunisino, nella fattispecie Sabrata, Sorman, Zawiya, Zalatan, al-Assah, el-Agelat, Ragedelin e al-Ajilat. La strada costiera occidentale che porta al valico di Ras Agedir è ora sotto il controllo del Gna, e nell’avanzata i militari hanno preso il controllo di diversi campi delle milizie di Khalifa Haftar (Tobruk), requisendo diverso materiale bellico.
Il generale Haftar aveva avviato l’offensiva il 4 aprile di un anno fa garantendo che avrebbe preso la capitale in un mese, ma la sua offensiva, sostenuta da Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita e forte di migliaia di mercenari sudanesi, si è arenata alle porte di Tripoli. Il suo obiettivo era infatti quello di prendere Tripoli ed avere così accesso alla Banca centrale libica, anche per ripagare i molti debiti che sta contraendo con gli alleati.
Voci non confermate riportano di alcune abitazioni di sostenitori di Haftar date alle fiamme dai miliziani della parte “di Tripoli”, mentre razzi sono stati lanciati nelle ultime ore sulla capitale, in particolare sui quartieri orientali e sull’aeroporto di Mitiga. Il Libya Obserber ha riportato di una famiglia di 5 persone, tra cui un bambino, sterminata da un razzo caduto a 12 km dal centro di Tripoli.
Scontri sono in corso un po’ ovunque, una rinnovata escalation di violenza è attesa inoltre negli assi a sud di Misurata tra al-Weskha, Abu Grein e Tawergha dove i combattimenti potrebbero avere conseguenze devastanti per i civili.
Attraverso Facebook il presidente libico Fayez al-Serraj ha dichiarato che “Ci felicitiamo con tutte le città della costa ovest, in particolare Sorman, Sabrata, al-Assah, el-Agelat e Ragedelin” per “questa giornata di grande vittoria”.












