Libia. Saif al-Islam Gheddafi si candida per le elezioni presidenziali

di Giuseppe Gagliano

Dopo dieci anni di eclissi politica, il figlio di Muammar Gheddafi, Saif al-Islam, ha presentato ieri nella città di Sebha la sua candidatura per la presidenza libica. Gli è stata anche rilasciata la sua carta elettorale.
Il figlio “preferito” dell’ex “Guida” aveva pianificato di annunciare la sua candidatura da tempo, ma la prospettiva della Conferenza di Parigi del 12 novembre lo ha spinto a posticipare la data di presentazione del suo fascicolo di domanda, in modo da non interrompere la nomina. La conferenza di Parigi, guidata da Italia, Germania e Francia, ha portato ad una dichiarazione congiunta in cui vengono chiesti “la piena attuazione dell’accordo di cessate-il-fuoco (…) e lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative il 24 dicembre 2021”.
L’annuncio della candidatura del figlio di Muammar Gheddafi è stato accompagnato da scene di giubilo nel paese, specialmente a Sebha e Tobruk, dove è stata sventolata la bandiera verde del regime precedente. Soprattutto, è stato sostenuto da Bashir Saleh, ex capo del portafoglio di investimenti africani. Ma la figura chiave è anche il cugino di Muammar Gheddafi, Ahmed Gaddaf al-Dam, che vive ancora al Cairo.
Saif al-Islam dovrebbe parlare nei prossimi giorni e annunciare la creazione di un partito, tuttavia le sue controversie legali possono complicare la sua campagna. In particolare la Corte penale internazionale (CPI) lo ha accusato di crimini contro l’umanità durante la repressione della rivolta del 2011, ma si tratta di una prospettiva che non preoccupa eccessivamente l’entourage di Saif al-Islam.
Mentre sono già stati stabiliti contatti con l’Eliseo, l’ex addetto alla difesa dell’ambasciata francese a Tripoli Benoit de La Ruelle ha stimato in un post pubblicato sulla rete LinkedIn che Saif al-Islam Gheddafi è “ora essenziale nei giochi politici libici”.
Per l’entourage di Gheddafi non c’è più alcun dubbio che la candidatura sia accettata dalla Francia.