Ansa, 20 feb 13 –
L’Italia, nel marzo 2011, ha assunto sul conflitto in Libia “una posizione prudente che a volte rasenta una linea pro-Gheddafi, perche’ Roma cerca di mantenere un rapporto con Tripoli, non essendo certa che i ribelli riusciranno a deporlo”. E’ l’analisi dell’azienda di intelligence Stratfor sul ruolo dell’Italia nel conflitto in Libia, dopo l’intervento Nato del marzo 2011, che emerge dalle mail pubblicate da Wikileaks. Gli elementi cardine di questa ipotesi, secondo Stratfor: “L’intervento del ministro Franco Frattini, che il 21 febbraio ha detto che ‘l’Europa non dovrebbe intervenire, non dovrebbe interferire, non dovrebbe esportare (la democrazia)’, cosi’ come le sue preoccupazioni sull’emirato islamico proclamato a Bengasi; l’Eni continua a pompare gas dai suoi campi nella Libia occidentale, e l’ad Paolo Scaroni ha detto che il conflitto non ha reso problematici i rapporto tra il gruppo e l’ente petrolifero libico; solo quando e’ risultato chiaro che Ue e Nato sarebbero intervenute, l’Italia ha concesso l’uso di 7 basi. Pero’ ha continuato a eludere il suo coinvolgimento”.












