LIBIA. Zeidan, ‘La Libia potrebbe essere una base per al Qaida’

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Intervistato per il quotidiano britannico The Times, l’ex premier libico Alì Zeidan, sfiduciato lo scorso 12 marzo e fuggito in Germania, ha ribadito che “La Libia potrebbe essere una base per al Qaida, non importa per quale operazione, se in Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Marocco. Le armi sono ovunque, le munizioni sono ovunque”.
In effetti non passa giorno senza che dalla Libia arrivino notizie di violenze, sequestri, omicidi e scontri: dalla caduta di Gheddafi il paese è sostanzialmente spaccato in tribù autonomiste e nelle macroregioni spirano venti secessionisti; la parte meridionale della Libia è un corridoio dove passa di tutto, mentre affiorano un po’ ovunque gruppi radicali islamici e persino reparti dell’ancien regime.
Nell’intervista Zeidan si è detto pronto a “lottare per riformare lo Stato, per stabilizzare la situazione”, ed ha individuato le difficoltà negli interessi che avrebbero al-Qaeda e i Fratelli Musulmani a tenere spaccato il paese. “Questa gente non vuole che la Libia abbia un governo civile, che sia uno Stato di diritto”, ha insistito Zeidan.