di Guido Keller –
La navicella spaziale Orion ha lasciato con successo l’orbita terrestre e si dirige verso la Luna, entrando nella cosiddetta traiettoria di ritorno libero, una fase cruciale della missione che segna l’ingresso nello spazio profondo.
La manovra è stata eseguita durante la notte. Per 5 minuti e 50 secondi il veicolo ha acceso il motore principale, sviluppando una spinta di circa 27 kN. L’accensione è avvenuta al perigeo di un’orbita terrestre altamente ellittica, a un’altitudine di circa 185 chilometri.
Questo passaggio rappresenta il momento più delicato e rischioso della missione. Superato questo punto, definito punto di non ritorno, anche in caso di mancata riaccensione dei motori, l’interazione gravitazionale tra Terra e Luna garantirà automaticamente un’orbita attorno al nostro satellite e il successivo rientro verso la Terra.
Di fatto è proprio ora che l’equipaggio entra ufficialmente nel vero spazio, lasciandosi alle spalle l’ambiente orbitale terrestre.
Secondo le previsioni, tra circa quattro giorni Orion raggiungerà l’orbita lunare, dove proseguiranno le operazioni previste dalla missione.
Si tratta di un traguardo importante non solo per questa missione, ma per l’intera umanità. Il ritorno verso la Luna segna una nuova era nell’esplorazione spaziale e riaccende l’ambizione di spingersi ancora oltre.












